Home > Attualità > Londra. In vendita il Mein Kampf in arabo

Londra. In vendita il Mein Kampf in arabo

Tre copie del libro di Hitler trovate in una nuova libreria hanno provocato la protesta della comunità ebraica britannica

Rosa Davanzo

Tempo di Lettura: 3 min
Londra. In vendita il Mein Kampf in arabo

Tre copie in lingua araba del Mein Kampf di Adolf Hitler sono state trovate in vendita in una libreria aperta all’inizio di agosto a Londra, provocando le proteste di esponenti della comunità ebraica e delle organizzazioni impegnate contro l’antisemitismo. A segnalare la presenza dei volumi è stato Elliot Keck, consigliere conservatore di Westminster, che li ha fotografati all’interno della nuova libreria araba Aafaq Bookstore, al 165 di Edgware Road, nel centro di Londra. Va detto che Keck è attualmente consigliere comunale del collegio di Hyde Park e viceassessore con delega all’efficienza della spesa e alle finanze.

La controversia riguarda soprattutto il modo in cui il libro era esposto. Secondo la libreria, le tre copie si trovavano nella parte posteriore del negozio, insieme ad altri testi di carattere storico, e Keck le avrebbe spostate prima di fotografarle. Il consigliere ha respinto questa ricostruzione, sostenendo di averle semplicemente separate per rendere visibile il numero degli esemplari e affermando che, all’apertura dell’esercizio, Mein Kampf figurava tra i libri collocati su uno dei principali tavoli di esposizione.

Afaq ha preso nettamente le distanze dal contenuto dell’opera, dichiarando che la presenza in libreria di un testo storico controverso non equivale all’adesione alle idee che contiene e condannando nazismo, antisemitismo, razzismo e islamofobia. È una distinzione importante, perché Mein Kampf è naturalmente disponibile nelle biblioteche e nelle librerie di molti Paesi e viene pubblicato anche in edizioni critiche destinate allo studio del nazismo. Il punto sollevato dalle organizzazioni ebraiche britanniche riguarda il contesto nel quale un testo concepito anche come manifesto dell’antisemitismo hitleriano viene commercializzato.

Il Community Security Trust, che si occupa della protezione della comunità ebraica britannica e del monitoraggio dell’antisemitismo, ha contestato la scelta della libreria. Critiche sono arrivate anche dal Jewish Leadership Council e dalla Campaign Against Antisemitism, che ha richiamato la differenza tra lo studio storico dell’opera e la sua diffusione priva di un apparato capace di contestualizzarne le tesi.

La vicenda ha inoltre un precedente londinese difficile da ignorare. Le traduzioni arabe del libro di Hitler circolano da decenni e già nel 2002 copie di Mein Kampf in arabo venivano vendute nei negozi di Edgware Road. Una successiva verifica del 2005 ne documentò ancora la presenza. L’edizione araba ristampata a Beirut dall’editore Bisan nel 1995 aveva avuto diffusione anche nei territori palestinesi, mentre altre versioni del libro erano circolate nel mondo arabo molto prima.

La storia delle traduzioni è del resto antica. Tentativi di portare Mein Kampf in arabo risalgono agli anni Trenta, quando la Germania nazista cercava di estendere la propria influenza politica e propagandistica in Medio Oriente. Una traduzione non autorizzata apparve al Cairo nel 1937, mentre negli anni successivi si susseguirono altre edizioni e ristampe. Gli studiosi hanno ricostruito come il testo hitleriano sia diventato una delle fonti attraverso le quali l’antisemitismo politico europeo penetrò in alcuni ambienti intellettuali e nazionalisti arabi, pur incontrando anche opposizioni e condanne all’interno dello stesso mondo arabo.

Proprio questo retroterra rende più delicato l’episodio londinese. Vendere Mein Kampf è cosa diversa dal condividerne le idee, e confondere i due piani significherebbe trasformare un problema culturale in una richiesta di censura. Resta però legittima la domanda posta dalla comunità ebraica britannica: perché proporre oggi una traduzione araba del manifesto hitleriano e con quale apparato critico?

La domanda acquista un peso ulteriore nella Gran Bretagna degli ultimi anni, dove il dibattito sull’antisemitismo è diventato sempre più acceso dopo il 7 ottobre 2023. Un libro può essere studiato, analizzato e perfino venduto proprio per comprendere il male che contiene. Quando quel libro è Mein Kampf, tuttavia, il contesto editoriale e culturale nel quale viene offerto ai lettori smette di essere un dettaglio.