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Anthropic tratta l’acquisto di Decart per 6 miliardi di dollari

Il colosso americano dell’intelligenza artificiale punta sulla startup israeliana fondata nel 2023 e specializzata nell’efficienza dei modelli AI

Alessandro Carmi

Tempo di Lettura: 3 min
Anthropic tratta l’acquisto di Decart per 6 miliardi di dollari

Anthropic sta trattando l’acquisizione della startup israelo-americana Decart AI per una cifra vicina ai 6 miliardi di dollari. L’operazione, rivelata da Bloomberg e confermata a Reuters da una fonte a conoscenza dei colloqui, è ancora in fase negoziale e potrebbe quindi cambiare struttura o saltare. Se arrivasse alla firma, sarebbe la maggiore acquisizione mai realizzata dalla società che ha creato Claude e una delle operazioni più rilevanti nella storia dell’high-tech israeliano.

La dimensione dell’affare colpisce soprattutto per la velocità con cui Decart ha conquistato valore. Fondata nel 2023 da Dean Leitersdorf e Moshe Shalev, entrambi con un passato nell’Unità 8200 dell’intelligence militare israeliana, la società era valutata poco più di 500 milioni di dollari alla fine del 2024. Nell’agosto 2025 aveva raccolto altri 100 milioni raggiungendo una valutazione di 3,1 miliardi; lo scorso maggio un nuovo round da 300 milioni, sostenuto fra gli altri da Nvidia, Adobe Ventures, Sequoia Capital e Benchmark, l’ha portata vicino ai 4 miliardi.

Decart lavora su uno dei problemi decisivi dell’intelligenza artificiale contemporanea, quello della potenza di calcolo. Addestrare e far funzionare modelli sempre più grandi richiede quantità enormi di GPU, energia e infrastrutture. La tecnologia sviluppata dalla società permette di utilizzare i processori con maggiore efficienza, riducendo i costi dell’addestramento e soprattutto dell’inferenza, cioè la fase nella quale un modello già addestrato elabora le richieste degli utenti e produce le risposte.

È precisamente il terreno sul quale Anthropic ha bisogno di aumentare la propria capacità. La corsa all’AI si sta trasformando rapidamente anche in una competizione per assicurarsi chip, elettricità e data center, con investimenti nell’ordine delle decine di miliardi di dollari. L’eventuale acquisizione consentirebbe ad Anthropic di incorporare direttamente tecnologie capaci di ottenere più prestazioni dalla stessa infrastruttura. Secondo Bloomberg, l’équipe di Decart entrerebbe nell’organizzazione dedicata a inferenza e performance.

L’attività della startup, tuttavia, va oltre l’ottimizzazione dei chip. Decart sviluppa modelli generativi capaci di produrre e trasformare immagini e video in tempo reale. Con Oasis ha realizzato un ambiente virtuale generato dall’intelligenza artificiale nel quale ogni azione dell’utente modifica immediatamente il mondo visualizzato; successivamente ha lavorato su modelli di video generativo a bassissima latenza. Oasis raggiunse un milione di utenti nelle prime 72 ore dal lancio. È questo intreccio tra infrastruttura e applicazioni a rendere Decart particolarmente interessante. La società cerca di intervenire contemporaneamente sul costo dell’AI e sulle esperienze che quella maggiore efficienza rende possibili, dagli ambienti virtuali ai videogiochi, dalla produzione video alle applicazioni professionali.

L’eventuale accordo avrebbe inoltre un peso particolare per l’industria tecnologica israeliana. Dopo anni nei quali Israele ha costruito la propria reputazione internazionale soprattutto nella cybersecurity, nei semiconduttori e nelle tecnologie per la difesa, l’intelligenza artificiale sta diventando un nuovo terreno sul quale le competenze sviluppate nelle università, nell’esercito e nelle startup attirano capitali e grandi gruppi internazionali.

La traiettoria di Decart lo mostra con particolare evidenza. Leitersdorf ha completato al Technion laurea, master e dottorato in informatica in appena cinque anni; Shalev ha trascorso quasi quattordici anni nell’Unità 8200, contribuendo allo sviluppo delle sue attività nell’intelligenza artificiale. Per ora sul tavolo ci sono trattative e una cifra, 6 miliardi di dollari, che fotografa quanto rapidamente stia cambiando il valore attribuito alle tecnologie decisive nella competizione globale sull’AI. Se l’accordo verrà concluso, una società nata appena tre anni fa diventerà parte di uno dei protagonisti mondiali dell’intelligenza artificiale. E per Decart sarebbe un’accelerazione vertiginosa persino secondo gli standard dell’high-tech israeliano.