La casa in cui Adolf Hitler nacque il 20 aprile 1889 a Braunau am Inn, nell’Alta Austria, è stata ufficialmente trasformata in una stazione di polizia. Con questa decisione, maturata dopo decenni di discussioni, un’espropriazione contestata e un lungo intervento di ristrutturazione, il governo austriaco intende sottrarre uno dei luoghi simbolo del nazismo al culto dei gruppi neonazisti, attribuendogli una funzione pubblica legata allo Stato di diritto.
L’inaugurazione si è svolta alla presenza del ministro dell’Interno Gerhard Karner, del sindaco della città Johannes Waidbacher e di numerosi agenti di polizia. Nel suo intervento, Karner ha sottolineato il valore simbolico della scelta, definendo il nuovo edificio «un luogo di democrazia, legalità, sicurezza, libertà e dignità umana», destinato a rappresentare l’esatto contrario dell’ideologia che rese tristemente celebre quella casa.
L’edificio, risalente al XVII secolo, è stato profondamente modificato. La caratteristica facciata gialla è stata sostituita da una più anonima tinteggiatura bianca, l’intera struttura è stata rialzata e ogni elemento che potesse favorire una qualche forma di attrazione è stato eliminato. All’ingresso campeggia soltanto la scritta “Polizei”, mentre gli spazi interni ospiteranno sia il commissariato sia una sezione dell’Accademia di polizia, dove verranno organizzati anche corsi dedicati ai diritti umani.
Resta invece al suo posto la stele collocata davanti all’edificio, realizzata con una pietra proveniente dall’ex campo di concentramento di Mauthausen. L’iscrizione ricorda le vittime del nazismo con un messaggio semplice e inequivocabile: «Per la pace, la libertà e la democrazia. Mai più il fascismo. Milioni di morti ci ammoniscono». Il nome di Hitler non compare volutamente, in linea con una scelta perseguita da anni dalle autorità austriache per evitare qualsiasi forma di celebrazione o curiosità morbosa.
Il destino della casa è stato a lungo oggetto di un acceso confronto. Lo Stato austriaco ne è diventato proprietario nel 2017 dopo avere espropriato l’immobile alla proprietaria Gerlinde Pommer, che si era sempre opposta sia alla vendita sia a un cambiamento della destinazione d’uso. Per rendere possibile l’operazione, il Parlamento approvò una legge specifica motivata dall’interesse pubblico.
Prima di arrivare alla soluzione definitiva erano state prese in considerazione diverse ipotesi, dalla demolizione alla creazione di un museo, fino alla realizzazione di un memoriale o di un centro sociale. Una commissione di esperti escluse però l’idea del museo, ritenendo che avrebbe potuto trasformare il luogo in una meta ancora più ambita dagli ambienti dell’estrema destra. La scelta di installarvi un presidio di polizia fu considerata il modo più efficace per sottrarre all’edificio qualsiasi valore celebrativo.
La decisione, tuttavia, continua a dividere. La Commissione austriaca di Mauthausen, che rappresenta i sopravvissuti ai campi di concentramento e promuove la memoria della Shoah, ritiene che la nuova destinazione non affronti fino in fondo il peso storico del luogo. Secondo Robert Eiter, uno dei suoi rappresentanti, il fatto che Braunau sia il luogo di nascita di Hitler continuerà inevitabilmente ad attirare i nostalgici del nazismo, indipendentemente dalla presenza delle forze dell’ordine.
Le preoccupazioni non sono prive di fondamento. Nell’aprile 2024 quattro cittadini tedeschi furono fermati davanti all’edificio dopo avere deposto alcune rose in occasione dell’anniversario della nascita di Hitler. Uno di loro eseguì il saluto nazista e, durante le successive perquisizioni, gli investigatori trovarono sul suo telefono materiale di propaganda neonazista.
La trasformazione della casa riporta infine al centro una questione che attraversa da decenni la società austriaca. Per molto tempo il Paese si è presentato come la prima vittima dell’annessione nazista del 1938, una lettura storica progressivamente superata dagli studi che hanno evidenziato il coinvolgimento di numerosi cittadini austriaci nei crimini del Terzo Reich. Oggi, mentre in Austria crescono i consensi verso i partiti della destra radicale, il destino della casa natale di Hitler continua a rappresentare un banco di prova sul modo in cui una democrazia sceglie di confrontarsi con la parte più oscura della propria storia.
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