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⌥ La piazza che decide chi può essere liberato

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Il 25 aprile a Milano è diventato una cosa diversa da quella che dovrebbe essere. Non più una memoria condivisa, ma semmai un recinto e dentro ci sta chi è autorizzato, fuori chi disturba. E gli ebrei, quest’anno, disturbano.

Si parla di “scontro”, di “tensione”, di “lite”, paroline utili a nascondere una realtà ben più semplice: una parte viene spinta fuori e poi accusata di aver creato il problema e la Brigata ebraica, cioè pezzi veri di quella storia, trattata come un corpo estraneo.

Ecco che poi arriva il solito riflesso: la colpa è della “provocazione”. Una bandiera diventa un atto ostile e la presenza diventa un errore. La notizia è che non è più vietato essere ebrei, è solo vietato esserlo nel posto sbagliato, al momento sbagliato, cioè sempre.

Quando qualcuno decide chi può stare in piazza il giorno della Liberazione, la Liberazione è già finita.


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