Home > Scale Mobili > ⌥ Il perseguitato con l’Oscar

⌥ Il perseguitato con l’Oscar

Tempo di Lettura: 2 min
Play Pause


Adesso anche Javier Bardem scopre il fascino irresistibile del martirio hollywoodiano. L’attore spagnolo, intervistato da Variety, racconta di aver “pagato un prezzo professionale” per il suo sostegno ai palestinesi, di essere stato escluso da progetti e guardato male da qualche produttore. Una tragedia quasi dostoevskiana, se non fosse che Bardem continua tranquillamente a sfilare sui red carpet, a presentare premi agli Oscar e a ricevere applausi fragorosi quando urla “Free Palestine” davanti a mezzo mondo.
Insomma: il ribelle ufficiale del sistema si lamenta del sistema mentre il sistema lo celebra.

Hollywood è piena di attori, registi, musicisti e celebrità che ripetono da mesi le stesse accuse contro Israele, spesso usando parole enormi come “genocidio” con la leggerezza di chi ordina un cocktail al bar dell’after-party. Però guai a criticarli. In quel momento scatta subito la posa del perseguitato politico, dell’artista silenziato, del dissidente in catene. Manca soltanto il violino in sottofondo.

Bardem dice che “questo sistema è perverso”. Può darsi. Però resta curioso vedere milionari adorati dal jet set mondiale trasformarsi improvvisamente nei carbonari del XXI secolo perché qualcuno, forse, non li ha chiamati per una campagna pubblicitaria. Rivoluzionari da suite presidenziale. Con servizio in camera incluso.


Bidoni della spazzatura /span>