La destra peggiore ormai ha capito una cosa semplicissima: non serve più convincere, basta confondere. Si spostano le carte sul tavolo, si cambia discorso ogni mezz’ora, si urla “libertà” mentre si strizza l’occhio agli intolleranti, si invoca la civiltà occidentale e poi si lascia campo libero a chi vorrebbe incendiarla. Alla Biennale di Venezia succede perfino questo: padiglioni chiusi, cortei contro Israele, artisti intimiditi, il conformismo travestito da coraggio. E intanto una parte della politica gioca con le ambiguità, con l’eterna furbizia da pokerino di provincia elevata a strategia nazionale.
La cosa impressionante è il malanimo. Perché qui non c’è più soltanto ignoranza o superficialità. C’è il gusto di sporcare, di alludere, di lasciare intendere. C’è gente che sa perfettamente cosa sta alimentando e continua lo stesso, magari con il sorriso educato del moderato televisivo. “Io condanno l’antisemitismo, però…”. E dopo quel “però” arriva sempre il camion della spazzatura morale.
Bidoni della spazzatura
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