A Torino le pietre d’inciampo di piazza Santa Giulia sono state imbrattate da tre bambini in età prescolare. Bambini, appunto. Pennarelli in mano, adulti distratti o peggio assenti, memoria trattata come marciapiede qualunque.
Dario Disegni ha detto la cosa più semplice: la colpa è dei genitori. Perché bambini così piccoli non vanno in giro da soli, e perché qualcuno avrebbe dovuto fermarli prima che scarabocchiassero i nomi dei deportati.
I bambini guardano e imitano. Sentono, assorbono, ripetono. E allora il problema sta intorno a loro: nei genitori che non spiegano ma addirittura incitano, nelle piazze dove si urla “saponette mancate”, in quelli che ascoltano e fanno finta di niente, perché tacere davanti a quella schifezza significa darle cittadinanza.
Ecco il capolavoro educativo del nostro tempo: la nuova generazione di antisemiti in formato prescolare. Complimenti vivissimi.
La scuola dei pennarelli
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