Home > Scale Mobili > ⌥ Gli estremi convivono

⌥ Gli estremi convivono

Tempo di Lettura: 1 min
Play Pause


Gli estremi si toccano, si diceva una volta. E c’era persino chi parlava di “opposti estremismi”, come se almeno esistesse ancora una differenza morale, culturale, politica. Oggi quel passaggio è completato. Gli estremi non si toccano più: convivono. Mangiano allo stesso tavolo, condividono slogan, complotti, nemici e perfino lessico.

L’estrema destra nostalgica e la sinistra propal da salotto ormai si somigliano come cugini a un pranzo di famiglia. Cambiano le magliette, cambia la musica di sottofondo, ma il riflesso condizionato resta identico: Israele colpevole sempre, l’Occidente sporco per definizione, l’ebraismo trasformato ancora una volta nel bersaglio ideale. Da una parte i reduci del “complotto globalista”, dall’altra gli eroi del “colonialismo ovunque”. In mezzo, una gigantesca palude di slogan cretini e indignazione professionale.

E così l’antisionismo diventa il grande centro commerciale dell’estremismo contemporaneo. Entrano tutti. Fascisti in cerca di riciclo morale, rivoluzionari con l’iPhone, nostalgici sovietici, complottisti da tastiera, influencer della kefiah e antisemiti vecchio modello che finalmente possono tornare a parlare quasi liberamente. Bastava cambiare etichetta.

Complimenti. Dopo decenni di dibattiti sugli opposti estremismi, l’Occidente è riuscito a trovare la sintesi. Purtroppo era la peggiore possibile.


Bidoni della spazzatura /span>