Gli Houthi puntano a trasformare lo stretto di Bab el-Mandeb nel “nuovo Hormuz”. Dopo mesi di attacchi contro navi mercantili e infrastrutture energetiche, la milizia sciita sostenuta dall’Iran starebbe valutando l’introduzione di un sistema di pedaggi per tutte le imbarcazioni commerciali che attraversano uno dei passaggi marittimi più strategici del mondo.
La notizia, anticipata da Reuters, rappresenta un possibile salto di qualità nella strategia del gruppo yemenita. Non si tratterebbe più soltanto di colpire le navi considerate ostili, ma di esercitare un controllo permanente sulla navigazione internazionale, imponendo un costo economico al transito e consolidando un’autorità di fatto sullo stretto.
L’allarme è stato rilanciato anche dal governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale. La ministra degli Esteri Afrah al-Zuba ha accusato gli Houthi di voler replicare il modello iraniano nello stretto di Hormuz, sfruttando quella che ha definito la debole risposta della comunità internazionale agli attacchi contro il traffico mercantile nel Mar Rosso.
Secondo Reuters, consiglieri iraniani starebbero assistendo gli Houthi nella creazione di un’autorità incaricata di gestire il futuro sistema di riscossione dei pedaggi. Le stesse fonti riferiscono che le navi cinesi sarebbero esentate dal pagamento, dopo contatti diretti tra Pechino e la leadership del movimento per garantire il passaggio sicuro delle petroliere dirette in Cina.
Bab el-Mandeb collega il Mar Rosso al Golfo di Aden ed è uno dei principali colli di bottiglia del commercio mondiale. Attraverso questo stretto transitano ogni anno milioni di barili di petrolio e una quota significativa delle merci dirette tra Europa e Asia. Un suo controllo effettivo, anche senza una chiusura totale, consentirebbe agli Houthi di esercitare una pressione economica e politica ben oltre i confini dello Yemen.
Negli ultimi giorni la milizia ha già ampliato la propria offensiva, annunciando un blocco navale contro i porti sauditi sul Mar Rosso e rivendicando attacchi con droni e missili contro infrastrutture energetiche del regno. L’effetto è stato immediato: il traffico marittimo attraverso Bab el-Mandeb è diminuito sensibilmente e i premi assicurativi contro il rischio guerra sono aumentati.
L’obiettivo strategico appare chiaro. Se l’Iran mantiene la capacità di condizionare il traffico nello stretto di Hormuz, gli Houthi possono fare altrettanto sul versante occidentale della Penisola Arabica. I due passaggi controllano le principali vie di collegamento tra il Golfo Persico, il Canale di Suez e il Mediterraneo.
Per Teheran significherebbe disporre di una pressione simultanea su entrambe le porte di accesso alle rotte energetiche del Medio Oriente. Per il commercio internazionale, invece, si aprirebbe uno scenario nel quale il pagamento di un pedaggio imposto da una milizia armata rischierebbe di diventare un precedente senza precedenti nelle moderne rotte marittime.
La proposta degli Houthi resta per ora allo stadio di progetto e non è stata formalmente annunciata dalla leadership del movimento. Ma il solo fatto che venga presa in considerazione dimostra come la crisi del Mar Rosso stia evolvendo: dall’interruzione episodica della navigazione alla possibile istituzionalizzazione di un controllo politico e finanziario su uno dei passaggi marittimi più importanti del pianeta.