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Accuse agli Houthi. Migliaia di bambini soldato

Secondo fonti yemenite e organizzazioni internazionali, il movimento filo-iraniano avrebbe avviato una nuova mobilitazione di massa coinvolgendo anche minori. Una pratica denunciata da anni ma mai realmente interrotta.

Paolo Montesi

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Accuse agli Houthi. Migliaia di bambini soldato

I ribelli Houthi dello Yemen avrebbero avviato una nuova massiccia campagna di reclutamento che coinvolgerebbe anche adolescenti e bambini. Secondo fonti locali, negli ultimi giorni oltre quattromila nuove reclute sono state trasferite nella provincia di Amran, molte delle quali provenienti dalle regioni di Saada, Hajjah e della stessa Amran. Tra loro vi sarebbero numerosi minorenni, alcuni appena quindicenni.

Le informazioni, diffuse inizialmente da media yemeniti vicini all’opposizione e riprese da diversi osservatori regionali, riferiscono che i nuovi combattenti sarebbero stati radunati in centri di addestramento temporanei, alberghi e altre strutture della provincia, in attesa di essere inviati entro pochi giorni verso il fronte di Al-Jawf, nel nord del Paese.

Secondo le stesse fonti, ai volontari verrebbero promessi compensi fino a 400.000 rial yemeniti, senza tuttavia fornire dettagli sulla destinazione finale o sui compiti operativi, una scelta che avrebbe lo scopo di limitare diserzioni e rifiuti una volta completato il reclutamento.

Le accuse non sono nuove. Da oltre un decennio le principali organizzazioni internazionali per i diritti umani denunciano il sistematico impiego di minori da parte del movimento Houthi. Già nel 2017 Amnesty International documentò casi di reclutamento di ragazzi di quindici anni attraverso scuole religiose e reti locali, spesso senza il consenso delle famiglie.

Nel 2018 un comandante Houthi dichiarò all’Associated Press che dall’inizio della guerra civile, nel 2014, il movimento aveva incorporato circa 18.000 bambini soldato, compresi ragazzi di appena dieci anni.

Le denunce si sono moltiplicate negli anni successivi. L’organizzazione yemenita per la tutela dell’infanzia SEYAJ ha stimato nel 2021 l’esistenza di circa seimila campi estivi utilizzati per l’indottrinamento ideologico dei minori e, in alcuni casi, per il loro addestramento militare.
Anche le Nazioni Unite hanno raccolto prove significative. Un rapporto del Gruppo di esperti dell’ONU sullo Yemen ha documentato che tra gennaio 2020 e maggio 2021 quasi 2.000 bambini reclutati dagli Houthi sono morti nei combattimenti, molti proprio nelle province di Amran, Hajjah e Marib.

Nell’aprile 2022 gli Houthi firmarono con le Nazioni Unite un piano d’azione impegnandosi formalmente a porre fine al reclutamento di minori. Tuttavia numerose organizzazioni umanitarie sostengono che gli impegni non siano mai stati rispettati. Human Rights Watch ha riferito che, dopo il 7 ottobre 2023 e lo scoppio della guerra tra Israele e Hamas, il movimento avrebbe intensificato le campagne di mobilitazione sfruttando il conflitto di Gaza come strumento di propaganda e di reclutamento.

Il fenomeno si inserisce inoltre in un quadro più ampio che coinvolge alcune milizie sostenute dall’Iran. Negli anni il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha sanzionato reti legate ai Basij, la milizia paramilitare iraniana collegata ai Guardiani della Rivoluzione, accusandole di addestrare bambini anche di dodici anni e di inviarli, insieme a giovani afghani e pachistani, nei teatri di guerra in Siria.

Analoghe accuse sono state rivolte anche contro alcune milizie sciite irachene sostenute dalla Forza Quds dei Pasdaran, tra cui Asaib Ahl al-Haq e Harakat Hezbollah al-Nujaba, sospettate di avere reclutato minori destinati ai combattimenti in Siria e nello Yemen.

Il diritto internazionale è inequivocabile. Lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale considera un crimine di guerra il reclutamento o l’impiego nelle ostilità di bambini sotto i quindici anni, mentre gli standard internazionali più recenti vietano ai gruppi armati non statali di arruolare persone con meno di diciotto anni.

Le nuove segnalazioni provenienti dallo Yemen non sono state finora confermate da osservatori indipendenti presenti sul terreno. Se trovassero riscontro, rappresenterebbero però l’ennesima conferma di una pratica che la comunità internazionale denuncia da anni e che continua a colpire migliaia di bambini, trasformati in combattenti in uno dei conflitti più devastanti e dimenticati del Medio Oriente.