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Derry esclude quattro triatleti israeliani

Gli atleti sono stati ritirati dalla Europe Triathlon Cup dopo l’opposizione degli organizzatori locali e l’annuncio di proteste

Alessandro Carmi

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Derry esclude quattro triatleti israeliani
Iimmagine generata con AI

Quattro triatleti israeliani che avrebbero dovuto gareggiare sabato 5 settembre nella Europe Triathlon Cup di Derry, in Irlanda del Nord, sono stati cancellati dalla lista definitiva dei partecipanti. La loro presenza aveva provocato l’opposizione del North West Triathlon Club, organizzatore locale della manifestazione, e la mobilitazione di gruppi filopalestinesi. Alla fine la federazione israeliana ha chiesto il ritiro degli atleti, ponendo termine a una vicenda che sposta ancora una volta sul terreno sportivo il tentativo di isolare Israele dalle competizioni internazionali.

I quattro giovani, tutti di età compresa tra 19 e 22 anni, figuravano nella lista provvisoria della gara maschile. Il North West Triathlon Club ha sostenuto di aver scoperto la loro iscrizione soltanto dopo la pubblicazione dell’elenco sul sito di World Triathlon e di avere immediatamente manifestato a Triathlon Ireland ed Europe Triathlon la propria contrarietà. La posizione è stata espressa senza ambiguità. Gli organizzatori locali hanno dichiarato che nessun rappresentante israeliano avrebbe preso parte alla gara.

La motivazione adottata dal club va oltre le questioni di ordine pubblico. Il NWTC ha infatti precisato che la propria opposizione riguardava la rappresentanza dello Stato di Israele nello sport internazionale e quella che ha definito la volontà di mostrare una situazione di normalità mentre i palestinesi continuano a soffrire. Parallelamente sono state richiamate le preoccupazioni per la sicurezza degli atleti e del pubblico, dopo che sui social network erano circolati appelli alla protesta. La Police Service of Northern Ireland ha confermato di essere a conoscenza di possibili manifestazioni collegate all’evento.

World Triathlon ha successivamente comunicato che la federazione israeliana aveva chiesto la rimozione immediata di tutti i propri atleti iscritti. Triathlon Ireland, da parte sua, ha scelto una formulazione più prudente, ricordando che gli elenchi internazionali rimangono provvisori fino alla conferma di Europe Triathlon e precisando che la lista definitiva per sabato non comprende rappresentanti di Israele. L’organismo irlandese ha evitato di entrare nelle circostanze che hanno determinato l’esclusione dei singoli concorrenti.

La competizione di Derry è un appuntamento ufficiale del calendario europeo e riunirà circa duecento atleti internazionali, oltre ai partecipanti alle altre gare previste durante il fine settimana. Il programma comprende prove élite e junior e si svolgerà tra il fiume Foyle, Queen’s Quay ed Ebrington Square. Proprio il carattere internazionale della manifestazione rende il caso particolarmente delicato, perché l’opposizione alla presenza israeliana è arrivata dall’organizzazione locale prima che gli atleti mettessero piede sulla linea di partenza.

La decisione ha suscitato dure critiche nell’Assemblea dell’Irlanda del Nord. Julie Middleton, esponente del DemocraticUnionist Party, ha definito quanto accaduto un pessimo riflesso per Derry, osservando che una manifestazione destinata a mostrare l’apertura e l’ospitalità della città si è trasformata nell’esclusione di concorrenti in quanto israeliani. Di segno opposto la reazione della Derry Anti War Coalition, che ha salutato il ritiro come una vittoria.

Il caso arriva mentre la pressione sulle rappresentative israeliane nello sport europeo continua a crescere. Federazioni, club e organizzazioni filopalestinesi chiedono da tempo sanzioni o esclusioni, mentre numerose squadre israeliane sono costrette a disputare all’estero le proprie gare interne per ragioni di sicurezza. Il confine tra contestazione politica e diritto individuale degli atleti a competere diventa così sempre più fragile.

A Derry il risultato concreto è già scritto. La gara si svolgerà regolarmente, gli atleti delle altre nazioni partiranno e i quattro israeliani resteranno fuori. Il precedente, però, rischia di pesare ben oltre il triathlon. Se l’opposizione politica di un organizzatore locale, accompagnata dalla prospettiva di proteste, può rendere impraticabile la partecipazione degli atleti di un determinato Paese a una competizione internazionale, il problema riguarda ormai direttamente le istituzioni sportive europee. Saranno loro a dover stabilire fino a che punto una federazione possa garantire davvero che l’accesso alle gare dipenda dalle regole dello sport e non dalla pressione esercitata attorno alla linea di partenza.