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Varsavia, minacciata in taxi per la Stella di David

Una turista israeliana racconta di essere stata insultata dall’autista dopo che aveva visto il suo ciondolo. L’uomo avrebbe mostrato il Corano e gridato «Allah Akbar»

Alessandro Carmi

Tempo di Lettura: 3 min
Varsavia, minacciata in taxi per la Stella di David

È bastata una Stella di David appesa al collo perché una normale corsa in taxi per le strade di Varsavia si trasformasse in un episodio di paura. Ludmila Kolomanski, turista israeliana in visita nella capitale polacca, ha raccontato alla televisione israeliana N12 di essere stata insultata e minacciata dall’autista dopo che l’uomo si era accorto del ciondolo che portava.

Secondo il racconto della donna, il viaggio era cominciato senza problemi. A un certo punto l’autista ha notato il Magen David e le ha chiesto se fosse ebrea. Alla risposta affermativa, il suo atteggiamento sarebbe cambiato bruscamente. L’uomo avrebbe cominciato a urlare, accusandola di «omicidio», quindi avrebbe estratto una copia del Corano e gridato «Allah Akbar», minacciando infine di farla scendere dalla vettura.
Kolomanski ha raccontato di avere avuto inizialmente paura e di avere poi provato soprattutto rabbia. «Basta avere paura. Dobbiamo essere orgogliosi di dire che siamo ebrei», ha dichiarato. La corsa si è comunque conclusa senza conseguenze fisiche e il tassista l’ha accompagnata fino all’albergo.

La turista ha successivamente raccontato quanto era accaduto sui social network. Il suo messaggio ha raggiunto alcuni rappresentanti della comunità ebraica locale, che l’hanno contattata offrendole assistenza nei rapporti con le autorità polacche. Al momento, sulla base delle informazioni disponibili, non risultano provvedimenti nei confronti dell’autista e resta da chiarire se l’episodio sia stato formalmente denunciato.
Kolomanski conosce bene la Polonia e ha voluto precisare che durante i suoi precedenti soggiorni nel Paese non le era mai capitato nulla di simile. Ha anche espresso la speranza che quanto accaduto resti un caso isolato e che il comportamento dell’autista non venga esteso all’intera società polacca.

L’episodio assume tuttavia un significato particolare nel clima europeo seguito al 7 ottobre 2023. Le organizzazioni che sorvegliano l’antisemitismo hanno registrato in numerosi Paesi una crescita degli episodi di ostilità verso gli ebrei, spesso accompagnata dalla sovrapposizione fra responsabilità attribuite al governo israeliano e identità ebraica dei singoli. In questo caso, almeno secondo la testimonianza della turista, il passaggio è stato immediato. L’autista ha visto una Stella di David, ha chiesto alla passeggera se fosse ebrea e da quel momento sono cominciate le accuse.

Per la Polonia il tema possiede una sensibilità particolare. Il Paese che prima della Seconda guerra mondiale ospitava una delle più grandi comunità ebraiche del mondo vide quasi cancellata quella presenza durante la Shoah, quando la Germania nazista occupò il territorio polacco e vi costruì i principali centri di sterminio. Oggi la comunità ebraica è molto più piccola, mentre Varsavia ha progressivamente recuperato luoghi, istituzioni e iniziative dedicate alla storia e alla cultura ebraica.

Proprio per questo la vicenda raccontata da Kolomanski va mantenuta nelle sue proporzioni, evitando generalizzazioni che la stessa protagonista ha respinto. Rimane però un elemento difficile da ignorare. Una donna che viaggiava su un taxi, senza manifestare alcuna posizione politica, sarebbe stata identificata attraverso un simbolo religioso e immediatamente chiamata a rispondere, in quanto ebrea, di presunti crimini.

La domanda che episodi del genere pongono riguarda ormai molte città europee e va oltre la sicurezza fisica. Riguarda la libertà di mostrare una Stella di David, indossare una kippah o rendere riconoscibile la propria identità senza domandarsi prima quale reazione potrebbe provocare. Kolomanski ha scelto di non nascondersi e di raccontare pubblicamente ciò che le è accaduto. Il fatto che abbia sentito il bisogno di aggiungere che è arrivato il momento di smettere di avere paura dice molto del tempo in cui gli ebrei europei e quelli che visitano l’Europa si trovano nuovamente a vivere.