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Scacchi, l’israeliano Sokolovsky campione europeo Under 20

Il giovane grande maestro israeliano conquista il titolo a Cetinje chiudendo imbattuto il torneo e vincendo le ultime tre partite

Rosa Davanzo

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Scacchi, l’israeliano Sokolovsky campione europeo Under 20

Yahli Sokolovsky è il nuovo campione europeo Under 20 di scacchi. Il giovane grande maestro israeliano ha conquistato il titolo a Cetinje, in Montenegro, al termine di un torneo nel quale non ha perso neppure una partita e ha costruito il successo con un finale impressionante, vincendo gli ultimi tre incontri e chiudendo con 7 punti su 9.

Il Campionato europeo juniores, organizzato dalla Federazione scacchistica del Montenegro sotto l’egida della European Chess Union, si è disputato dal 5 al 16 agosto all’Hotel Grand di Cetinje. Il torneo Open Under 20 comprendeva nove turni con sistema svizzero e riuniva alcuni dei migliori giovani giocatori europei. Complessivamente, tra torneo Open e femminile, erano presenti 116 scacchisti provenienti da 38 federazioni nazionali.

Sokolovsky partiva con i favori del pronostico. Con un Elo di 2541 punti era infatti la prima testa di serie dell’Open, davanti al grande maestro armeno Emin Ohanyan, accreditato di 2517, e al maestro internazionale spagnolo Diego Macias Pino, con 2510. Una posizione che gli imponeva di vincere, in un torneo nel quale un singolo passo falso può compromettere la classifica.

Il percorso dell’israeliano è stato regolare nella prima parte della competizione, senza però consentirgli di prendere immediatamente il comando. Dopo cinque turni, infatti, era Ohanyan a guidare da solo la classifica con 4,5 punti, mentre Sokolovsky si trovava ancora alle sue spalle. La svolta è arrivata nelle giornate conclusive, quando il grande maestro israeliano ha infilato tre vittorie consecutive.

Prima ha superato il macedone Anton Zlatkov, uno dei giocatori che avevano occupato le prime posizioni durante il torneo. Poi è arrivata la partita probabilmente più delicata, contro Ohanyan, diretto concorrente per il titolo e seconda testa di serie. Sokolovsky giocava con il Nero ed è riuscito a imporsi, ribaltando gli equilibri della classifica proprio nel momento decisivo.

All’ultimo turno gli serviva ancora una vittoria per mettere una seria ipoteca sul titolo. Di fronte aveva il maestro internazionale armeno Vahe Sukiasyan, altro protagonista del torneo, che dopo cinque giornate figurava nel gruppo immediatamente alle spalle del leader. Sokolovsky ha vinto anche questa partita, raggiungendo quota 7 e completando la rimonta.

Il dato forse più significativo è che il nuovo campione europeo ha attraversato tutti i nove turni senza sconfitte. La sua prestazione complessiva è stata valutata intorno ai 2584 punti Elo, superiore al rating con cui era entrato in gara, confermando una crescita che da tempo lo colloca tra i giocatori più interessanti della nuova generazione israeliana.

Il titolo di grande maestro, la massima qualifica assegnata dalla Federazione internazionale degli scacchi, Sokolovsky lo aveva già conquistato giovanissimo. Il successo di Cetinje aggiunge ora un risultato individuale di primo piano a una tradizione scacchistica israeliana che, pur appartenendo a un Paese relativamente piccolo, ha prodotto nel corso dei decenni giocatori di livello mondiale e una scuola particolarmente competitiva.

La Federazione israeliana degli scacchi ha salutato il risultato come la conferma del talento di Sokolovsky. Il direttore generale Gil Boruchovsky lo ha indicato tra le maggiori promesse del movimento nazionale, sottolineando come il titolo europeo lo collochi ormai fra i protagonisti della sua generazione.

Per Sokolovsky il successo in Montenegro rappresenta soprattutto un passaggio, più che un punto d’arrivo. A vent’anni il confronto decisivo comincia infatti a spostarsi dalle competizioni giovanili ai grandi tornei internazionali assoluti, dove il livello cresce rapidamente e la concorrenza diventa molto più dura. A Cetinje, però, il giovane israeliano ha dato una dimostrazione che negli scacchi conta parecchio: quando il torneo è entrato nelle partite che decidevano davvero il titolo, le ha vinte tutte.