Dia Saba ha impiegato poco più di un tempo per entrare nella storia dell’Amedspor. Al debutto assoluto del club di Diyarbakır nella Süper Lig, il 33enne nazionale israeliano ha segnato due dei tre gol con cui la squadra neopromossa ha battuto l’Erzurumspor davanti a circa 33 mila spettatori. Il terzo lo ha realizzato Gökhan Gül. Una vittoria per 3-0 che ha consegnato all’Amedspor i primi tre punti della sua storia nella massima divisione turca e, almeno per una notte, il primo posto in classifica.
La partita del 16 agosto era già destinata a diventare una data da ricordare per una società che soltanto pochi mesi fa festeggiava la promozione. Saba le ha aggiunto un’immagine difficile da dimenticare. Al 53° minuto ha controllato un pallone alto all’interno dell’area, lo ha sistemato con un movimento rapidissimo e, quasi in equilibrio precario, ha battuto il portiere con il sinistro. Un gesto tecnico che in Turchia ha immediatamente cominciato a circolare sui social e sui media sportivi. Poco dopo è arrivato anche il secondo gol, prima che Gül chiudesse la partita.
Per Saba è la prosecuzione di una stagione che lo aveva già reso uno dei protagonisti della promozione. Arrivato all’Amedspor nell’agosto 2025, ha concluso il campionato di seconda divisione con dieci gol e dieci assist. Adesso è diventato anche il primo calciatore del club a segnare nella Süper Lig.
La sua storia rende però questa prima giornata qualcosa di più di una buona notizia sportiva. Saba è nato nel 1992 a Majd al-Krum, cittadina araba della Galilea, in una famiglia musulmana. È cittadino israeliano e con la nazionale di Israele ha disputato 13 partite segnando tre reti. Nel corso di una carriera cominciata nel Maccabi Tel Aviv ha giocato, tra le altre, con Maccabi Netanya, Hapoel Be’er Sheva e Maccabi Haifa, oltre ad avere esperienze in Cina, negli Emirati Arabi Uniti e proprio in Turchia, dove aveva già vestito la maglia del Sivasspor.
La sua identità era inevitabilmente diventata un argomento quando, un anno fa, aveva scelto l’Amedspor, società profondamente legata a Diyarbakır e alla popolazione curda della regione. L’arrivo di un calciatore israeliano in Turchia avveniva in una fase nella quale i rapporti fra Ankara e Gerusalemme erano già precipitati dopo il 7 ottobre e la guerra a Gaza. Saba, inoltre, aveva attirato polemiche per alcune prese di posizione successive al massacro compiuto da Hamas, mentre giocava nel Maccabi Haifa.
Il calcio gli ha consegnato una risposta molto più concreta. Nel giro di una stagione è diventato uno degli uomini decisivi dell’Amedspor e domenica sera lo stadio di Diyarbakır ha celebrato i suoi gol. Il dato ha una sua forza proprio perché sfugge alle semplificazioni. Un arabo israeliano musulmano, che ha rappresentato Israele nelle competizioni internazionali, è oggi uno degli idoli di una squadra simbolicamente legata alla realtà curda della Turchia.
Anche l’Amedspor porta con sé una storia particolare. Il club, nato nel 1990 e passato attraverso diverse denominazioni, ha assunto il nome attuale nel 2014 e negli anni è diventato per molti curdi turchi un riferimento identitario che supera ampiamente il calcio. La sua prima apparizione nella massima serie ha quindi avuto a Diyarbakır un significato speciale. Sugli spalti, esauriti per l’occasione, erano presenti anche rappresentanti del governo e delle istituzioni turche.
Saba, intanto, sembra intenzionato a lasciare che siano i gol a parlare. La Süper Lig la conosce già, avendovi giocato con il Sivasspor nella stagione 2022-23 e segnato cinque reti in tredici presenze di campionato. Questa volta, però, il suo compito è diverso. Deve aiutare una neopromossa a restare tra le grandi dopo averla accompagnata fin lassù.
La prima risposta è arrivata nel modo più spettacolare possibile. L’Amedspor aspettava da oltre trent’anni una serata come quella del 16 agosto. A scrivere per primo il proprio nome sulla nuova pagina della sua storia è stato un calciatore israeliano.