Israele è campione d’Europa nella maratona maschile. A Birmingham la squadra israeliana ha conquistato domenica 16 agosto la medaglia d’oro con il tempo complessivo di 6 ore, 28 minuti e 37 secondi, precedendo di appena 26 secondi la Germania e confermando una supremazia che negli ultimi anni ha trasformato la maratona in una delle discipline di punta dell’atletica israeliana. Alla vittoria collettiva si è aggiunto il bronzo individuale di Gashau Ayale, terzo in 2 ore, 9 minuti e 21 secondi.
Il successo di squadra è stato costruito soprattutto sulle prestazioni dei primi tre israeliani al traguardo. Dietro Ayale, Tadesse Getahon ha chiuso al quinto posto, appena dieci secondi più tardi, mentre Haimro Alame si è classificato ottavo. Il regolamento dei Campionati europei stabilisce che nella classifica per nazioni vengano sommati i tempi dei primi tre atleti di ciascuna squadra, ed è stata proprio la compattezza del terzetto a permettere a Israele di precedere Germania e Francia.
La gara individuale è stata vinta dal tedesco Amanal Petros in 2 ore, 9 minuti e 11 secondi, nuovo record dei Campionati, davanti all’italiano Pietro Riva, argento in 2 ore, 9 minuti e 18 secondi. Ayale ha terminato soltanto tre secondi dopo l’azzurro e dieci dopo il vincitore, completando così un podio di altissimo livello su un percorso cittadino particolarmente impegnativo.
Per il trentenne israeliano di origine etiope è un’altra tappa di una carriera ormai stabilmente ai vertici europei. Ayale possiede un personale di 2 ore, 4 minuti e 53 secondi, ottenuto a Siviglia nel 2024, ed era già salito sul terzo gradino del podio nella maratona degli Europei di Monaco del 2022. Ai Mondiali di Tokyo del 2025 aveva poi conquistato il settimo posto, confermandosi tra i più competitivi specialisti israeliani della distanza.
La medaglia di Birmingham conferma soprattutto la straordinaria continuità della squadra. Israele aveva già vinto la competizione europea per nazioni nella maratona nel 2022 e nel 2025. Quello conquistato in Gran Bretagna è quindi il terzo titolo della sua storia e il secondo consecutivo, con Ayale presente in tutte e tre le formazioni vincitrici.
Dietro questi risultati si trova una generazione di fondisti che ha cambiato la posizione di Israele nell’atletica internazionale. Maru Teferi, nato in Etiopia e arrivato in Israele da ragazzo, nel 2023 conquistò l’argento nella maratona dei Mondiali di Budapest, prima medaglia mondiale di sempre per un atleta israeliano nella specialità. Nel 2022 era stato argento europeo a Monaco, nella stessa gara in cui Ayale ottenne il bronzo.
Anche Haimro Alame ha dimostrato di appartenere stabilmente all’élite della squadra. Ai Mondiali di Tokyo dello scorso anno era arrivato quarto nella maratona in 2 ore, 10 minuti e 3 secondi, soltanto quindici secondi dietro il vincitore, mentre Ayale aveva chiuso settimo. Il quinto posto di Getahon e l’ottavo di Alame a Birmingham mostrano quanto la forza israeliana dipenda ormai dalla profondità dell’intero gruppo, più che dalla prestazione occasionale di un singolo campione.
È un’evoluzione che si era vista anche agli Europei di Roma del 2024, quando nel programma olimpico la mezza maratona aveva sostituito quella completa. Israele conquistò allora l’argento a squadre dietro l’Italia, con Teferi quarto, Ayale settimo e Girmaw Amare nono.
Birmingham aggiunge adesso un altro risultato a una progressione che nell’arco di pochi anni ha portato Israele dalle posizioni periferiche dell’atletica europea ai vertici delle corse su strada. Il bronzo di Ayale ha il valore immediato di una medaglia individuale; l’oro della squadra dice qualcosa di più, perché tre titoli europei in quattro anni indicano ormai una scuola, una continuità tecnica e una capacità di produrre atleti di livello internazionale. Nella maratona europea, Israele è diventato un Paese che gli altri devono battere.