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Rapporto Usa. Cuba sostiene Hamas e Hezbollah con reti attive in Occidente

Un documento del Dipartimento di Stato descrive l’Avana come uno snodo della cooperazione con l’Iran e le organizzazioni terroristiche indicando collegamenti con gruppi radicali presenti negli Stati Uniti

Rosa Davanzo

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Rapporto Usa. Cuba sostiene Hamas e Hezbollah con reti attive in Occidente

Un rapporto del Dipartimento di Stato americano accusa il regime cubano di avere svolto per decenni un ruolo centrale nel sostegno a organizzazioni terroristiche legate all’Iran, tra cui Hamas, Hezbollah e il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, e di avere costruito nel tempo una rete di influenza capace di operare anche negli Stati Uniti attraverso associazioni, gruppi di attivisti e organizzazioni politiche.

Il documento, pubblicato nel luglio 2026 con il titolo Cuba The Capital of 21st Century Communism, ricostruisce l’evoluzione dei rapporti tra L’Avana, Teheran e le principali organizzazioni dell’Asse della Resistenza, sostenendo che il regime cubano avrebbe fornito nel corso degli anni addestramento, assistenza logistica e sostegno politico a movimenti considerati terroristici da Washington. Secondo gli autori del rapporto, la cooperazione avrebbe assunto un’accelerazione dopo la rivoluzione islamica iraniana del 1979, consolidandosi progressivamente fino ai giorni nostri.

Fra gli elementi citati compare anche il rapporto con Hamas. Il Dipartimento di Stato sostiene che funzionari cubani abbiano incontrato rappresentanti dell’organizzazione pochi mesi prima del massacro del 7 ottobre 2023, inserendo quei contatti all’interno di una collaborazione definita stabile e fondata sulla comune ostilità nei confronti degli Stati Uniti e dell’Occidente. Il documento richiama inoltre i rapporti storici tra Cuba e l’Organizzazione per la liberazione della Palestina, ricordando l’addestramento di militanti palestinesi e l’apertura di una rappresentanza dell’Olp all’Avana.

Uno dei capitoli più significativi riguarda l’attività di influenza negli Stati Uniti. Il rapporto descrive l’Istituto cubano di amicizia con i popoli (ICAP), recentemente colpito da sanzioni americane, come uno strumento operativo dell’intelligence cubana. Secondo Washington, attraverso questa struttura sarebbero stati sviluppati rapporti con associazioni e reti internazionali vicine all’Iran, comprese organizzazioni riconducibili ad Al-Tajammu, una piattaforma che, secondo gli Stati Uniti, coordina attività di gruppi sostenuti da Teheran in decine di Paesi.

L’analisi dedica ampio spazio anche ad alcune organizzazioni della sinistra radicale statunitense. Vengono citati, tra gli altri, il People’s Forum, Code Pink e la National Network on Cuba, indicati come soggetti che avrebbero contribuito a diffondere iniziative favorevoli al regime cubano e, in alcuni casi, promosso campagne politiche convergenti con gli interessi di governi ostili a Washington. Il rapporto sostiene inoltre che reti universitarie, programmi di scambio e organizzazioni senza scopo di lucro siano stati utilizzati come strumenti per ampliare l’influenza politica e ideologica del regime cubano negli Stati Uniti.

Il documento rappresenta una delle accuse più articolate formulate negli ultimi anni dall’amministrazione americana nei confronti dell’Avana. Pur riflettendo la posizione ufficiale del Dipartimento di Stato, è destinato ad alimentare il confronto internazionale sul ruolo di Cuba nei rapporti con Iran e organizzazioni terroristiche e ad avere conseguenze sul piano delle sanzioni e della cooperazione in materia di sicurezza. Per Washington, infatti, le attività descritte confermerebbero che il sostegno alle reti estremiste non appartiene soltanto alla storia della Guerra fredda, ma continua a rappresentare una componente della politica estera del regime cubano.