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Parma. Brigata Ebraica e 25 aprile: diciotto attivisti propal indagati per violenza privata

Dalla procura di Parma l’avviso di fine indagine contro i militanti che tentarono di impedire la partecipazione della Brigata Ebraica al corteo del 25 aprile

Stefano Asmone

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Parma. Brigata Ebraica e 25 aprile: diciotto attivisti propal indagati per violenza privata

A un anno di distanza dalla contestazione subita dalla Brigata Ebraica in occasione della sua partecipazione al corteo celebrativo, a Parma, del 25 aprile (partecipazione che era stata organizzata da alcuni piccoli gruppi con presenze modeste: Associazione Setteottobre, Associazione parmense per Israele, studenti israeliani della locale università, esponenti della comunità iraniana dissidenti dal regime di Teheran: ai quali si era poi unita la Comunità Ebraica di Parma), si è recentemente aperto un nuovo capitolo della vicenda.

La locale procura della Repubblica ha infatti notificato l’avviso di fine indagine a diciotto degli attivisti filo palestinesi che, lo scorso anno, avevano tentato di impedire ai rappresentanti della Brigata Ebraica di partecipare alla sfilata, ripetutamente bloccandoli lungo il percorso con una barriera umana, insultandoli, e, alla fine, dopo averli circondati, impedendogli di raggiungere la piazza Garibaldi, dove si tenevano i discorsi celebrativi delle autorità.

Naturalmente sarebbe stato impossibile identificare tutti i cento o duecento “pro pal” partecipanti alla contestazione, ma è comunque un lodevole risultato che i diciotto di cui si è detto si ritrovino attualmente indagati per violenza privata pluriaggravata.

Quest’anno, aderendo a un compromesso richiestoci dal comitato organizzatore delle celebrazioni, la partecipazione della Brigata Ebraica al corteo del 25 aprile si è svolta inserendo due nostri rappresentanti con la bandiera della Brigata nel mezzo del gruppo di testa, tra i rappresentanti delle associazioni d’arma e delle brigate partigiane, con i rispettivi labari e bandiere, dove sarebbe stato impossibile contestarli; mentre il nostro gruppo seguiva la testa del corteo con le stesse bandiere italiane ed europee utilizzate lo scorso anno (quando le forze dell’ordine, presenti in borghese, ci avevano chiesto di arrotolare lo striscione della Brigata, per evitare incidenti).

Ed è questo ad aver permesso alla bandiera della Brigata Ebraica di giungere sul palco evitando contestazioni.