La Rete federale per la ricerca e l’informazione sull’antisemitismo (RIAS) ha registrato oltre 8.700 episodi di matrice antisemita nel 2025. In Germania, la RIAS raccoglie segnalazioni provenienti da cittadini, associazioni e canali digitali; il suo lavoro non si limita ai reati accertati dalla magistratura, ma include insulti, minacce, aggressioni verbali e contenuti online, catalogati secondo rigorosi criteri interni per monitorare l’evoluzione del fenomeno a livello nazionale.
Nel corso del 2025 il volume complessivo degli episodi è rimasto elevato e stabile rispetto all’anno precedente, ma è mutato il contesto geopolitico di riferimento. Una quota consistente delle segnalazioni riguarda infatti situazioni in cui la comunità ebraica viene presa di mira a causa delle tensioni legate alla guerra in Medio Oriente e alle azioni militari dello Stato di Israele.
Gli episodi censiti spaziano dalle campagne d’odio sui social media fino alle violenze fisiche. In Assia, ad esempio, un rabbino è stato aggredito e spinto in strada davanti ai figli durante una discussione degenerata, per poi essere derubato del telefono. Molto frequenti restano anche i messaggi intimidatori online che utilizzano riferimenti alla Shoah come strumento di intimidazione e offesa. Tra i casi più gravi, una donna ebrea ha ricevuto sui social l’immagine di una bomboletta di Zyklon B – il gas tossico impiegato nei campi di sterminio nazisti – accompagnata dalla scritta «ancora disponibile».
Secondo la categorizzazione della RIAS, la componente principale delle segnalazioni del 2025 rientra nella definizione di «antisemitismo legato a Israele», formula usata quando l’ostilità si manifesta in relazione al conflitto israelo-palestinese. Per la sua classificazione, il rapporto adotta la definizione operativa dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), accolta da diverse istituzioni europee ma tuttora al centro di un acceso dibattito accademico e politico.
A livello temporale, l’attacco di Hamas del 7 ottobre e la successiva guerra nella Striscia di Gaza continuano a rappresentare un evidente punto di svolta: da quel momento le segnalazioni hanno subito un’impennata significativa, diffondendosi non solo nelle piazze e negli ambienti digitali, ma anche all’interno delle istituzioni educative. Tra gli episodi più gravi registrati nel 2025 figura anche l’accoltellamento di un turista nei pressi del Memoriale dell’Olocausto di Berlino, il cui autore è stato successivamente condannato a una lunga pena detentiva.
Il coordinatore federale per la lotta all’antisemitismo ha descritto il quadro attuale come «estremamente preoccupante», sottolineando che il fenomeno non è più circoscritto a episodi isolati, ma riflette una tensione ormai radicata che attraversa l’intera società tedesca.

