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UK. L’antisemitismo corre con aggressioni a +82 %

Il Community Security Trust registra 1.926 episodi antisemiti nei primi sei mesi del 2026. Crescono gli attacchi fisici, quelli nelle scuole e contro le sinagoghe

Alessandro Carmi

Tempo di Lettura: 3 min
UK. L’antisemitismo corre con aggressioni a +82 %

L’antisemitismo in Gran Bretagna continua a crescere e, soprattutto, diventa più violento. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati registrati 1.926 episodi di odio antiebraico, il 21 per cento in più rispetto ai 1.598 dello stesso periodo del 2025. È il secondo dato più alto mai rilevato nel Paese per la prima metà di un anno.

I numeri arrivano dal nuovo rapporto del Community Security Trust (CST), l’organizzazione britannica che monitora l’antisemitismo e si occupa della sicurezza della comunità ebraica. Ancora più preoccupante del dato complessivo è l’aumento delle aggressioni fisiche: 135 nei primi sei mesi dell’anno, con una crescita dell’82 per cento rispetto al 2025.

La media è ormai di 321 episodi antisemiti al mese, quasi il doppio rispetto ai livelli precedenti al massacro compiuto da Hamas il 7 ottobre 2023. E l’odio entra sempre più spesso nei luoghi della vita quotidiana degli ebrei britannici. Gli episodi avvenuti nelle scuole sono stati 178, con un aumento del 59 per cento, mentre quelli collegati alle sinagoghe sono cresciuti del 31 per cento.

Tra i fatti più gravi ricordati dal rapporto c’è l’attacco terroristico del 29 aprile a Golders Green, il quartiere di Londra dove vive una delle maggiori comunità ebraiche del Paese. Due uomini ebrei riconoscibili come tali sono stati accoltellati. Nei tre giorni successivi il CST ha registrato altri 71 episodi antisemiti.

A Londra si sono inoltre verificati diversi incendi dolosi contro obiettivi ebraici, tra cui le ambulanze dell’organizzazione di soccorso Hatzola e alcune sinagoghe. Secondo quanto riportato dal CST, una parte di questi attacchi è stata collegata al Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica iraniana e rivendicata da un’organizzazione successivamente messa al bando dal governo britannico.

Il rapporto individua un altro momento di forte accelerazione dell’antisemitismo dopo l’inizio, alla fine di febbraio, della guerra che ha visto Stati Uniti e Israele contrapposti all’Iran. È un meccanismo ormai ricorrente: ogni nuova crisi che coinvolge Israele produce quasi immediatamente conseguenze per gli ebrei che vivono a migliaia di chilometri di distanza.

«Questi attacchi dovrebbero preoccupare chiunque abbia a cuore la Gran Bretagna e le minacce che deve affrontare», ha dichiarato Mark Gardner, amministratore delegato del CST, indicando una pluralità di matrici: Iran, islamismo radicale, estrema destra, estrema sinistra e altri estremismi ideologici. «Sono attacchi diretti contro gli ebrei britannici, ma sono anche attacchi contro la Gran Bretagna e la nostra società».
Il governo ha annunciato 250 milioni di sterline nei prossimi tre anni per rafforzare la protezione delle comunità ebraiche, con ulteriori agenti destinati alla sicurezza di scuole, sinagoghe e centri comunitari. La ministra responsabile della polizia Sarah Jones ha definito i dati «spaventosi».

Il ministro dell’Interno ombra Chris Philp ha usato parole ancora più nette: migliaia di famiglie ebraiche vivono nella paura nel proprio Paese e la situazione, ha detto, costituisce ormai «un’emergenza nazionale».

I numeri del CST raccontano infatti qualcosa che va oltre l’aumento degli insulti o dell’odio sui social. Quando le aggressioni fisiche contro gli ebrei crescono dell’82 per cento in un solo anno, il problema riguarda la sicurezza concreta delle persone. E quando scuole, sinagoghe, ambulanze e semplici cittadini diventano bersagli, l’antisemitismo ha già superato da tempo il confine delle parole.