Nel pieno delle commemorazioni dedicate alla Rafle du Vel d’Hiv, il tristemente famoso Rastrellamento del Velodromo d’Inverno, uno dei capitoli più tragici della storia francese durante l’occupazione nazista, un gesto di vandalismo ha colpito a Parigi la memoria di una famiglia che rischiò la vita per salvare un ragazzo ebreo. La stele dedicata ad Arsène e Angèle Richard e alla loro figlia Marcelle, riconosciuti come Giusti tra le Nazioni, è stata trovata distrutta in più parti nel XII arrondissement della capitale, suscitando indignazione e aprendo un’inchiesta giudiziaria con l’ipotesi di un movente antisemita.
Il monumento si trova al numero 15 di rue Louis-Braille, nel luogo dove la famiglia Richard abitava durante l’occupazione tedesca. Nel luglio del 1942, mentre la polizia francese arrestava migliaia di ebrei destinati alla deportazione nei campi di sterminio, i Richard nascosero il tredicenne Edmond Richemond dopo che sua madre era stata arrestata durante il rastrellamento. Grazie al loro coraggio il ragazzo riuscì a sfuggire alla deportazione e sopravvisse alla Shoah. Per quel gesto, Yad Vashem conferì ai tre membri della famiglia il titolo di Giusti tra le Nazioni nel 2018.
Secondo le prime ricostruzioni, i vandali hanno preso di mira soprattutto la parte inferiore della stele, quella che raccontava il salvataggio del giovane Edmond Richemond. La coincidenza temporale rende l’episodio particolarmente significativo. Il danneggiamento è stato scoperto il 17 luglio, nelle stesse giornate in cui la Francia ricorda il rastrellamento del Vel d’Hiv del 16 e 17 luglio 1942, quando 13.152 ebrei, tra cui oltre quattromila bambini, furono arrestati dalla polizia francese e successivamente deportati ad Auschwitz.
La procura di Parigi ha affidato le indagini al commissariato del XII arrondissement, ipotizzando il reato di danneggiamento di un monumento commemorativo aggravato da motivazioni legate all’origine etnica, alla nazionalità, alla razza o alla religione. Gli investigatori stanno acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per identificare gli autori.
La condanna delle istituzioni è stata immediata. Il sindaco di Parigi, Emmanuel Grégoire, ha condannato l’episodio sui social, definendolo un attacco alla memoria della Resistenza e di quanti, durante l’occupazione nazista, rischiarono la vita per salvare gli ebrei perseguitati. L’amministrazione comunale ha annunciato che la stele sarà restaurata nel più breve tempo possibile.
L’episodio si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per gli atti antisemiti registrati in Francia dopo il massacro del 7 ottobre 2023. Secondo i dati diffusi dal ministero dell’Interno francese e dal Service de protection de la communauté juive (SPCJ), negli ultimi due anni aggressioni, minacce e atti di odio contro cittadini e istituzioni ebraiche hanno raggiunto livelli senza precedenti, inducendo il governo a rafforzare le misure di sicurezza attorno a sinagoghe, scuole e luoghi della memoria.
La profanazione della stele assume un significato ancora più doloroso perché colpisce il ricordo dei Giusti tra le Nazioni, uomini e donne che durante la Shoah rifiutarono l’indifferenza e salvarono migliaia di ebrei dalla deportazione. Proprio durante la cerimonia nazionale dedicata alle vittime dei crimini razzisti e antisemiti dello Stato francese, lo storico e sopravvissuto alla Shoah Serge Klarsfeld ha ricordato che «il 16 luglio non è soltanto una tragedia ebraica, è una tragedia francese», rendendo omaggio a coloro che, come la famiglia Richard, seppero difendere l’onore della Francia quando una parte delle sue istituzioni aveva scelto la collaborazione con il regime nazista.