C’è chi non crede più in Dio, nella verità o nella ragione. Però continua a credere nell’ONU. È la superstizione del nostro tempo. Ogni volta che l’organizzazione si dimostra incapace di fermare una guerra, di impedire un massacro o perfino di chiamare le cose con il loro nome, la risposta è sempre la stessa: diamole più peso, più potere, più autorevolezza.
È un curioso meccanismo psicologico: più l’ONU fallisce, più viene trattata come un oracolo. Più si rivela faziosa, più viene descritta come arbitro imparziale. Più tradisce la sua missione, più la si invoca come ultima speranza. Le superstizioni funzionano così. Resistono ai fatti, e quando la realtà le smentisce, chiedono soltanto un altro atto di fede.
Bidoni della spazzatura
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