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⌥ Cinquantasei guerre, una sola ossessione

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Nel mondo ci sono 56 guerre. Avete letto bene: cinquantasei. Eppure, a giudicare dalle piazze occidentali, dalle università occupate, dagli appelli degli intellettuali, dai boicottaggi, dagli artisti con la kefiah e dalle instancabili coscienze civili, sembrerebbe essercene una sola. Quella che coinvolge Israele.

Non vediamo accampamenti universitari per il Sudan. Non assistiamo a cortei settimanali per le stragi in Congo. Nessuno chiede di espellere artisti, scienziati o sportivi dei Paesi coinvolti nelle altre guerre. Nessuno pretende che ogni scrittore prenda posizione prima di presentare un libro.

Poi compare Israele e l’anestesia finisce. Improvvisamente ogni morto pesa, ogni fotografia diventa una prova, ogni bombardamento un crimine da denunciare, ogni silenzio una complicità. Cinquantasei guerre sono una tragedia statistica. Una sola diventa una causa morale universale.

Domandina: Che cosa rende il conflitto degli ebrei infinitamente più appassionante di tutti gli altri?



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