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⌥ Le dimissioni armate

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Hamas lascia il governo di Gaza. Finalmente? Ma quando mai!Il gruppo terrorista lascia le scrivanie ma non molla i kalashikov. È una differenza che in Occidente continuiamo ostinatamente a (fingere di) non capire. Pensiamo che il potere coincida con un ministero, un primo ministro, un consiglio dei ministri. In realtà, soprattutto in Medio Oriente, il potere coincide con chi decide chi vive, chi muore e chi può usare la forza.

Così Hamas compie un’operazione quasi geniale nella sua cinica semplicità. Si libera del peso dell’amministrazione, delle macerie, della fame, degli ospedali che non funzionano, della ricostruzione impossibile. Tutto ciò che produce responsabilità può passare a qualcun altro. Le armi, invece, restano dov’erano. Il copyright è di Hezbollah: non governare davvero, ma impedire agli altri di governare senza il tuo permesso.

Eppure molta stampa nostrana (e non solo) racconta questa vicenda come se fosse un passo verso la pace mentre è esattamente il contrario. Un’organizzazione terroristica che rinuncia al governo senza rinunciare al proprio arsenale non abdica ma si alleggerisce. Scarica il conto su qualcun altro e conserva l’unica leva che le interessa.

Le dimissioni, in fondo, sono sincere solo quando si restituisce anche il potere. Se ti tieni il mitra, hai cambiato ufficio ma non mestiere.


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