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Instagram, fitness e benessere come porta d’ingresso all’antisemitismo

Uno studio del Combat Antisemitism Movement mostra come i nuovi account dedicati a salute, biohacking e disciplina fisica vengano rapidamente esposti a contenuti complottisti e antiebraici senza averli mai cercati

Rosa Davanzo

Tempo di Lettura: 3 min
Instagram, fitness e benessere come porta d’ingresso all’antisemitismo

Bastano pochi giorni trascorsi guardando video su alimentazione sana, allenamento, biohacking e miglioramento personale perché l’algoritmo di Instagram inizi a proporre contenuti antisemiti. È questa la conclusione inquietante di una nuova ricerca realizzata dal Combat Antisemitism Movement (CAM), che accende i riflettori su un fenomeno sempre più difficile da ignorare. Secondo lo studio, l’utente non deve cercare propaganda antiebraica, teorie del complotto o contenuti estremisti. È sufficiente interessarsi a temi apparentemente innocui come la forma fisica, la salute o la produttività perché il sistema di raccomandazione della piattaforma inizi gradualmente a suggerire materiali che conducono verso universi complottisti nei quali gli ebrei finiscono spesso per diventare il bersaglio finale.

La ricerca è stata condotta tra l’8 e il 14 maggio 2026 attraverso due profili Instagram creati da zero. Il primo era costruito attorno a interessi legati al benessere, al biohacking, all’alimentazione e all’ottimizzazione delle prestazioni personali. Il secondo era focalizzato su fitness, disciplina, motivazione e produttività. Gli account hanno seguito esclusivamente creatori di contenuti mainstream e, durante le sessioni di osservazione, i ricercatori hanno evitato di mettere “mi piace”, condividere, commentare o salvare i contenuti problematici che venivano proposti dall’algoritmo. L’obiettivo era capire se il sistema fosse in grado di arrivare autonomamente a quel tipo di materiale.

I risultati sono stati sorprendenti. Nel caso dell’account dedicato a benessere e biohacking, quasi un terzo dei video classificabili ricevuti nel corso dell’esperimento conteneva elementi che il CAM ha identificato come antisemitismo esplicito o codificato. Nel solo terzo giorno di osservazione sono comparsi nove video apertamente antisemiti in una sessione di quarantacinque minuti. Anche il profilo dedicato al fitness ha mostrato una dinamica simile, con una quota significativa di contenuti riconducibili a stereotipi antiebraici, teorie del complotto e accuse rivolte agli ebrei come gruppo.

L’aspetto più interessante della ricerca riguarda il percorso attraverso il quale avviene questa trasformazione. I ricercatori sostengono che il passaggio non avvenga attraverso un salto improvviso verso l’estremismo. Il processo sarebbe graduale e costruito su temi che godono di ampia diffusione nel dibattito pubblico contemporaneo. Le preoccupazioni relative agli alimenti ultra-processati, agli oli vegetali, alla qualità del cibo, alla sfiducia nelle istituzioni sanitarie, alle élite economiche o ai grandi gruppi finanziari vengono progressivamente collegate a interpretazioni sempre più radicali fino ad arrivare a spiegazioni che attribuiscono a presunti gruppi occulti il controllo degli eventi globali.

Secondo il rapporto, uno dei ponti più efficaci è rappresentato proprio dalla diffidenza verso il sistema alimentare. La critica alle industrie alimentari e ai processi di produzione industriale del cibo si trasforma gradualmente in accuse rivolte a misteriose élite globali, che successivamente vengono associate agli ebrei attraverso riferimenti ai Rothschild, a presunte reti finanziarie internazionali o ad altre figure ricorrenti nella tradizione antisemita.