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Incendi in Europa. Nuova ondata di complotti antisemiti online

CyberWell denuncia la diffusione su X di false accuse contro gli ebrei per i roghi in Francia, Spagna e Norvegia. Milioni di visualizzazioni per contenuti che rilanciano antichi stereotipi adattati all’attualità

Rosa Davanzo

Tempo di Lettura: 2 min
Incendi in Europa. Nuova ondata di complotti antisemiti online

Secondo l’ONG, su X stanno circolando migliaia di messaggi in inglese, francese e spagnolo che attribuiscono agli ebrei la responsabilità degli incendi, sostenendo che sarebbero stati appiccati per interessi economici o finalità politiche. Si tratta di contenuti quasi identici, rilanciati in più lingue e adattati ai diversi contesti nazionali.

CyberWell definisce questo fenomeno “antisemitismo event-driven”, cioè un antisemitismo che sfrutta qualsiasi grande evento di cronaca per riproporre vecchie accuse contro gli ebrei. Era già accaduto durante la pandemia, dopo gli incendi di Los Angeles nel 2025, in Patagonia all’inizio di quest’anno e, più recentemente, durante la crisi migratoria di Ceuta, quando Israele e il Mossad vennero accusati di aver orchestrato l’ondata migratoria verso la Spagna.

I numeri mostrano la velocità della diffusione. I post complottisti relativi agli incendi in Norvegia hanno superato i due milioni di visualizzazioni, mentre quelli dedicati ai roghi in Spagna hanno raggiunto decine di migliaia di utenti in poche ore.

Con il passare del tempo, osserva CyberWell, queste campagne tendono a radicalizzarsi. Alle accuse iniziali seguono spesso inviti a espellere gli ebrei, messaggi disumanizzanti e il ricorso a caricature antisemite storiche, come quella del cosiddetto “mercante ebreo felice”, un’immagine ampiamente utilizzata negli ambienti suprematisti.

Per Tal-Or Cohen Montemayor, fondatrice e direttrice generale di CyberWell, il meccanismo è sempre lo stesso. «Cambiano i fatti di cronaca, ma il messaggio resta identico: gli ebrei vengono presentati come i responsabili occulti delle catastrofi o come coloro che traggono profitto dalla sofferenza altrui».

L’organizzazione sottolinea come la rapidità con cui queste teorie compaiono dopo ogni emergenza dimostri la straordinaria capacità dell’antisemitismo di adattarsi all’attualità senza rinunciare ai propri miti fondativi. Vecchi stereotipi vengono semplicemente rivestiti con gli eventi del momento e rilanciati dagli algoritmi delle piattaforme digitali.

Secondo CyberWell, questi contenuti rientrano pienamente nelle forme di antisemitismo individuate dalla definizione operativa dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), che comprende sia l’attribuzione collettiva di colpe agli ebrei sia le teorie sul loro presunto controllo occulto degli eventi mondiali. In altre parole, cambiano gli incendi, le epidemie o le crisi migratorie. Il capro espiatorio, per chi alimenta l’odio antisemita, rimane sempre lo stesso.