È bastato un commento di Greta Thunberg per trasformare una polemica musicale in una nuova campagna propalestinese sui social network. Sotto uno dei post pubblicati su Instagram da Ed Sheeran, l’attivista svedese ha scritto semplicemente «Free Palestine». Nel giro di poco tempo sono comparsi migliaia di commenti ostili rivolti al cantante britannico.
La vicenda nasce dall’esclusione del rapper americano Macklemore dal tour di Sheeran. Durante un concerto nel New Jersey, Macklemore aveva scandito uno slogan propalestinese. Robert Kraft, proprietario del Gillette Stadium, si era opposto alla sua partecipazione, richiamando le recenti dichiarazioni del rapper e quello che aveva definito un suo «storico di retorica e immagini antisemite».
Sheeran ha precisato di non essere stato personalmente responsabile della decisione di escludere Macklemore. Secondo il cantante, la scelta è stata presa dai produttori del tour. Ha inoltre sottolineato che il pubblico acquista un biglietto per assistere a un concerto e non per trovarsi davanti a una tribuna politica.
Le spiegazioni non sono bastate a spegnere la protesta. Quattro artisti che avrebbero dovuto aprire alcuni concerti di Sheeran hanno annunciato il proprio ritiro in solidarietà con Macklemore e con la causa palestinese. Tra loro c’è Finneas O’Connell, musicista e produttore, fratello di Billie Eilish.
A quel punto è intervenuta Greta Thunberg. Il suo «Free Palestine» ha dato ulteriore impulso alla mobilitazione online, spostando progressivamente l’attenzione dalla controversia sulla programmazione del tour alla figura dello stesso Sheeran, diventato bersaglio di una massiccia campagna di pressione.
La dinamica è ormai familiare: un personaggio pubblico viene associato a una decisione considerata ostile alla causa palestinese e i social si trasformano rapidamente in uno strumento di mobilitazione collettiva. Nel caso di Sheeran, la protesta è proseguita anche dopo che il cantante ha spiegato di non aver deciso personalmente l’esclusione di Macklemore.
Alcuni media hanno inoltre riferito di una forte diminuzione del numero dei follower di Sheeran dall’inizio della controversia. Al momento, tuttavia, non è stato reso pubblico un dato verificabile che permetta di stabilirne con precisione l’entità.
Resta il fatto che un commento di appena due parole di Greta Thunberg è stato sufficiente a rilanciare la campagna e a concentrare su Ed Sheeran migliaia di messaggi. Ancora una volta, la battaglia politica sul conflitto israelo-palestinese è entrata direttamente nel mondo della musica e dello spettacolo, trasformando un tour internazionale in un nuovo terreno di scontro.