Il figlio dell’ex leader politico di Hamas Ismail Haniyeh è salito sul palco di una delle principali reti dell’istruzione religiosa in Turchia per indicare nelle scuole e nelle moschee uno strumento capace di formare non soltanto credenti, ma anche combattenti. Abdusselam Haniyeh ha parlato il 5 settembre a Trebisonda, durante un congresso di ÖNDER, l’associazione degli ex studenti delle scuole imam-hatip, alla presenza di ministri, vertici religiosi e rappresentanti delle istituzioni turche.
Le dimensioni della rete danno al discorso un peso che va ben oltre un incontro tra simpatizzanti di Hamas. ÖNDER dichiara quasi 10 milioni di ex studenti e circa 600 associazioni distribuite nelle 81 province turche. Le scuole medie e superiori imam-hatip, finanziate dallo Stato, contano oggi oltre 1,2 milioni di studenti. Il Diyanet, l’organismo religioso governativo, controlla inoltre circa 90 mila moschee e impiega quasi 150 mila persone.
Il congresso si è svolto all’Università Tecnica del Mar Nero, un ateneo pubblico. Tra i partecipanti figuravano il ministro dell’Istruzione Yusuf Tekin, il presidente del Diyanet Safi Arpaguş, rettori, parlamentari e amministratori locali. Recep Tayyip Erdogan ha inviato un videomessaggio nel quale ha elogiato ÖNDER e il movimento imam-hatip. Tekin ha attribuito al presidente il rilancio delle scuole religiose dopo le restrizioni della fine degli anni Novanta, arrivando a descriverlo come il loro “secondo fondatore”.
Prima dell’intervento di Haniyeh, il congresso ha assunto toni esplicitamente favorevoli ad Hamas. Gli organizzatori hanno ricordato Ahmed Yassin, Yahya Sinwar e Ismail Haniyeh, mentre dalla sala è stato scandito lo slogan “Saluto Hamas, continuate la resistenza”. Subito prima del discorso è stato proiettato un filmato di Abu Obeida, portavoce delle Brigate Izz ad-Din al-Qassam, nel quale venivano rivolte minacce a Israele.
Haniyeh ha quindi spostato il centro del suo intervento sull’educazione. Ha paragonato le imam-hatip turche alle moschee e alle istituzioni religiose di Gaza, presentandole come strutture capaci di formare generazioni destinate ad assumere ruoli politici, religiosi e sociali. Nel descrivere il modello di Gaza ha parlato esplicitamente di “giovani fedeli”, “giovani mujahidin” e studiosi, citando Ahmed Yassin e suo padre come prodotti di quell’ambiente educativo.
Il riferimento non è rimasto confinato alla guerra in corso. Haniyeh ha sostenuto che moschee e scuole palestinesi abbiano formato ministri, responsabili della difesa e comandanti, oltre a persone diventate “martiri” ed “eroi”. Ai giovani turchi ha chiesto di continuare a sostenere Gaza attraverso aiuti finanziari, rifornimenti e attività sui social network. Il modello educativo veniva così collegato direttamente alla mobilitazione politica e alla formazione di figure impegnate anche nella lotta armata.
Il passaggio acquista ulteriore peso alla luce delle parole pronunciate nello stesso congresso da Safi Arpaguş. Il presidente del Diyanet ha spiegato che il pubblico della comunità imam-hatip non deve limitarsi agli studenti delle scuole religiose. Progetti e attività, ha detto, devono raggiungere “tutti i nostri giovani”, portando fede, cultura, valori e storia a tutti i bambini della Turchia attraverso scuole, moschee e centri giovanili.
A chiudere il cerchio è stato Abdullah Ceylan, presidente di ÖNDER. Dopo il discorso di Haniyeh ha paragonato i giovani palestinesi impegnati contro Israele agli studenti turchi della stessa età. Poi ha indicato l’orizzonte che attribuisce alla propria rete: “Se Dio vorrà, da questa società, da queste terre e da questa geografia, sorgeranno anche i conquistatori di Gaza”.
Erdogan, a sua volta diplomato in una imam-hatip, ha ampliato per anni il peso di queste scuole e ha mantenuto rapporti stretti con la leadership di Hamas. A Trebisonda, però, il dato concreto è stato soprattutto l’incontro tra queste due realtà: il figlio di Haniyeh ha potuto presentare la formazione di mujahidin e comandanti come un risultato dell’educazione religiosa davanti a una rete che raggiunge direttamente oltre 1,2 milioni di studenti e mantiene legami con quasi 10 milioni di ex allievi.