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Eurovision 2027 cambia le regole e per Israele vincere potrebbe non bastare

Un Paese coinvolto in un conflitto potrà conquistare il primo posto senza avere il diritto di ospitare l’edizione successiva

Rosa Davanzo

Tempo di Lettura: 4 min
Eurovision 2027 cambia le regole e per Israele vincere potrebbe non bastare

Vincere l’Eurovision senza poterlo organizzare in casa. È la possibilità introdotta dalle nuove regole approvate dall’Unione europea di radiodiffusione per l’edizione 2027, che si svolgerà a Burgas, in Bulgaria, e che riguardano da vicino Israele. Per la prima volta il successo nella competizione non garantirà automaticamente all’emittente del Paese vincitore il diritto di ospitare l’Eurovision dell’anno seguente.

La modifica riguarda gli Stati coinvolti in un conflitto armato, interessati da una situazione geopolitica particolarmente delicata o da altre circostanze capaci di incidere concretamente sulla sicurezza e sulla stabilità del Paese o della regione circostante. In questi casi l’emittente vincitrice sarà considerata ineleggibile come organizzatrice. Qualora la situazione fosse meno chiara, l’UER potrà richiedere una valutazione indipendente sulla sicurezza prima della decisione definitiva.

Israele non viene citato nel regolamento e la norma ha carattere generale. Nelle condizioni attuali, tuttavia, insieme all’Ucraina è uno dei Paesi sui quali la nuova disposizione potrebbe avere l’effetto più evidente. La questione ha assunto un peso particolare dopo le polemiche che hanno accompagnato le ultime edizioni e il boicottaggio dell’Eurovision 2026 da parte di cinque emittenti nazionali in seguito alla conferma della partecipazione israeliana.

Per Israele l’ipotesi di una vittoria è tutt’altro che accademica. Nel 2025 Yuval Raphael arrivò seconda nella classifica complessiva dopo avere conquistato il primo posto nel televoto. Nel 2026 Noam Bettan ha nuovamente portato Israele al secondo posto. Due risultati consecutivi che hanno mostrato quanto il voto del pubblico europeo possa divergere dal clima politico e dalle controversie che circondano la presenza israeliana nella competizione.

La novità modifica anche il precedente creato dall’Ucraina. Dopo la vittoria di Kalush Orchestra nel 2022, l’impossibilità di garantire condizioni di sicurezza a causa dell’invasione russa portò l’Eurovision 2023 a Liverpool, con la BBC chiamata a organizzarlo per conto dell’emittente ucraina. Con le regole introdotte per il 2027 il meccanismo diventa più netto. Se il vincitore viene giudicato impossibilitato a ospitare il concorso, l’UER sceglierà un’altra emittente, che assumerà direttamente diritti e responsabilità dell’organizzazione.

Le modifiche intervengono anche sull’età dei concorrenti. Dal 2027 bisognerà avere almeno 18 anni al momento della prima prova, mentre fino all’edizione precedente il limite era fissato a 16. L’UER motiva la scelta con la necessità di proteggere gli artisti più giovani dalla pressione di una manifestazione seguita da un pubblico enorme, accompagnata da settimane di esposizione mediatica e da un’attività particolarmente intensa sui social network.

La decisione avrà conseguenze anche sul sistema di selezione israeliano. HaKokhav HaBa LeEurovision, il programma attraverso il quale viene scelto il rappresentante del Paese, ha ammesso in passato concorrenti minorenni e dovrà quindi adeguare i propri criteri.
Un’ulteriore precisazione riguarda le esibizioni. La voce che esegue la melodia principale dovrà essere cantata dal vivo. Le tracce preregistrate continueranno a essere ammesse entro determinati limiti, purché non sostituiscano o agevolino indebitamente l’esecuzione vocale del cantante principale. È un tentativo di preservare uno degli elementi essenziali di una competizione che negli ultimi anni ha incorporato tecnologie sceniche e sonore sempre più sofisticate.

Le nuove norme arrivano mentre l’Eurovision continua a fare i conti con una tensione ormai difficile da separare dallo spettacolo. La partecipazione israeliana ha provocato boicottaggi, proteste e un lungo confronto interno all’UER, mentre il pubblico ha continuato a premiare massicciamente i concorrenti dello Stato ebraico.

L’edizione 2027 si terrà l’11, 13 e 15 maggio all’Arena Burgas, dopo la vittoria ottenuta dalla Bulgaria a Vienna con Dara e Bangaranga. Per Israele, però, la modifica più significativa guarda già oltre. Se un suo rappresentante dovesse finalmente trasformare i due secondi posti consecutivi in una vittoria, potrebbe accadere qualcosa di inedito nella storia israeliana dell’Eurovision. La coppa arriverebbe a Gerusalemme o Tel Aviv, l’Eurovision successivo potrebbe andare altrove.