Una dichiarazione pronunciata in televisione ha riacceso l’attenzione sui rapporti, spesso sotterranei, tra Israele e Turchia. Avi Shoshan, ex portavoce dell’ospedale Ichilov di Tel Aviv, ha affermato che alcuni anni fa un medico israeliano sarebbe stato inviato in Turchia per curare il presidente Recep Tayyip Erdogan, contribuendo a salvargli la vita.
L’affermazione è stata resa durante un dibattito sull’emittente israeliana Channel 14. Commentando il recente aspetto del presidente turco, Shoshan ha sostenuto che Erdogan deve la propria sopravvivenza a un medico israeliano, precisando di non poter rivelare l’identità del professionista coinvolto.
Secondo il suo racconto, il sanitario, uno dei più autorevoli specialisti dell’Ichilov Hospital, sarebbe partito per la Turchia dopo che al presidente era stata diagnosticata una malattia oncologica. L’operazione, ha aggiunto Shoshan, sarebbe stata richiesta dal Mossad e autorizzata personalmente dall’allora primo ministro Benjamin Netanyahu. L’ex portavoce ha inoltre dichiarato che, all’epoca, diversi organi di stampa cercarono di verificare la notizia, senza però ottenere conferme ufficiali.
Le sue parole non sono state accompagnate da documentazione né da dichiarazioni delle autorità israeliane o turche. Al momento non risultano conferme indipendenti che consentano di verificare i dettagli dell’episodio, che resta quindi una testimonianza non corroborata.
Esiste tuttavia un precedente che contribuisce a dare contesto alla vicenda. Negli anni scorsi diversi media israeliani riferirono che il professor Itzhak Shapira, già vicedirettore dell’Ichilov Hospital e responsabile del programma di turismo medico dell’ospedale, aveva fornito consulenze mediche al presidente turco. Quelle notizie alimentarono indiscrezioni su una collaborazione sanitaria riservata fra i due Paesi, senza che ne fossero mai chiariti pubblicamente contorni e portata.
Le dichiarazioni di Shoshan assumono un significato particolare alla luce dell’attuale clima politico. Negli ultimi anni Erdogan è diventato uno dei più duri critici di Israele sulla scena internazionale. Dopo il massacro del 7 ottobre 2023 e la guerra nella Striscia di Gaza, il presidente turco ha accusato ripetutamente il governo israeliano di commettere crimini contro i palestinesi, ha sospeso gran parte delle relazioni commerciali con Israele e ha intensificato la propria retorica contro il governo di Gerusalemme.
Proprio questo contrasto è stato al centro dell’intervento televisivo di Shoshan. L’ex portavoce ha sottolineato come, a suo giudizio, sia paradossale che un leader oggi così ostile allo Stato ebraico possa aver beneficiato in passato dell’assistenza di un medico israeliano inviato con il sostegno delle massime autorità dello Stato.
La vicenda offre uno spaccato delle relazioni fra Israele e Turchia, caratterizzate da frequenti tensioni pubbliche ma anche da periodi di cooperazione discreta nei settori della sicurezza, dell’intelligence e della sanità. Resta però un elemento essenziale: allo stato attuale, il presunto intervento medico descritto da Shoshan non è stato confermato da fonti ufficiali e deve quindi essere considerato come un’affermazione ancora priva di riscontri indipendenti.