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Elezioni in Israele, TikTok scopre una rete di influenza dall’Iran

Rimossi oltre 45 mila video e 1.431 account che si spacciavano per candidati e politici. Smantellate anche reti coordinate provenienti dall’Iran e da Israele

Paolo Montesi

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Elezioni in Israele, TikTok scopre una rete di influenza dall’Iran
Iimmagine generata con AI

A poche settimane dalle elezioni israeliane, TikTok ha reso nota un’operazione su vasta scala contro contenuti falsi, account che si spacciavano per candidati e politici e reti organizzate impegnate a influenzare il dibattito pubblico. Tra queste figura un gruppo di profili che, secondo la piattaforma, operava dall’Iran e cercava di raggiungere utenti sia in Israele sia negli Stati Uniti.

I dati diffusi dalla società riguardano il periodo compreso tra il 7 giugno e il 5 settembre. In quei tre mesi TikTok afferma di avere rimosso 45.311 video per violazioni delle proprie regole sull’integrità elettorale, la disinformazione e i contenuti ingannevoli prodotti attraverso l’intelligenza artificiale. Più del 99,7 per cento dei video sarebbe stato individuato e cancellato prima ancora di una segnalazione da parte degli utenti.

A questi si aggiungono 1.431 account rimossi perché si presentavano falsamente come appartenenti a candidati alle elezioni o a esponenti politici israeliani. I dati sono stati trasmessi anche alla Commissione elettorale centrale israeliana nell’ambito della collaborazione avviata con la piattaforma.

Particolarmente significativo è quanto emerso dall’attività di contrasto alle cosiddette covert influence operations, campagne coordinate nelle quali gli autori nascondono la propria identità o la provenienza geografica per orientare artificialmente una discussione politica.

TikTok ha individuato a giugno una rete di cinque account che, secondo le proprie analisi, operava dall’Iran e si rivolgeva a utenti israeliani e americani. I profili utilizzavano identità fittizie per amplificare contenuti favorevoli all’Iran. Il dato trova riscontro nei rapporti di trasparenza della piattaforma: nel primo semestre del 2026 TikTok ha identificato due reti iraniane collegate al dibattito su Israele e il conflitto, una delle quali composta precisamente da cinque account e indirizzata a pubblico statunitense e israeliano.

Le dimensioni ridotte della rete impongono cautela nel valutarne l’effettiva capacità di influenza. Il fenomeno, però, si inserisce in un’attività iraniana più ampia già individuata su altre piattaforme. Una recente indagine indipendente condotta dalla società di intelligence Golden Owl ha identificato, per esempio, profili collegati all’Iran che si presentavano come comuni cittadini israeliani e intervenivano in ebraico sui temi più divisivi della campagna elettorale. Alcuni account, secondo l’indagine, si spacciavano per donne israeliane, riservisti, elettori laici o religiosi, inserendosi nelle discussioni fra utenti reali.

L’Iran, tuttavia, non è l’unica provenienza delle operazioni individuate da TikTok. Nel luglio scorso la società ha rimosso anche una rete molto più consistente, composta da 306 account e seguita complessivamente da 12.141 utenti. In questo caso, secondo la valutazione della piattaforma, l’operazione proveniva da Israele ed era diretta allo stesso pubblico israeliano. I responsabili utilizzavano account non autentici per amplificare artificialmente messaggi riguardanti la politica interna.

I due episodi sono diversi e TikTok non attribuisce loro necessariamente la stessa finalità o gli stessi committenti. Li accomuna il metodo: creare identità apparentemente autentiche, inserirle nel dibattito politico e moltiplicare la visibilità di determinati messaggi facendo apparire spontaneo ciò che spontaneo non è.

Il problema supera ormai i confini israeliani. Nel primo semestre del 2026 TikTok afferma di aver smantellato nel mondo più di quaranta operazioni coordinate di influenza. In Germania, per esempio, la piattaforma ha recentemente eliminato una rete che amplificava contenuti favorevoli ad AfD e un’altra che diffondeva messaggi critici verso lo stesso partito.

L’avvicinarsi delle elezioni israeliane rende il fenomeno particolarmente sensibile. La battaglia politica si combatte sempre più anche attraverso account di cui gli elettori ignorano origine, identità e finalità. I numeri comunicati da TikTok mostrano che una parte di quella conversazione viene costruita artificialmente, talvolta dall’estero e talvolta all’interno dello stesso Paese. Per un elettore che scorre lo schermo di uno smartphone, distinguere l’una dall’altra è probabilmente la parte più difficile.