1. «Il 7 ottobre è stato la conseguenza della rabbia dei gazawi»
Come è nata
Nei giorni immediatamente successivi al massacro ha preso piede l’idea che gli attacchi fossero la conseguenza inevitabile dell’occupazione israeliana, quasi un’esplosione spontanea di rabbia accumulata nel tempo.
Perché ha avuto successo
Offriva una spiegazione semplice a un evento complesso e permetteva di trasformare un massacro pianificato in una reazione politica. Inoltre ignorava deliberatamente un dato essenziale: Israele aveva lasciato completamente Gaza nel 2005.
Cosa sappiamo oggi
Le indagini, i documenti sequestrati e le stesse dichiarazioni di Hamas confermano che il 7 ottobre fu preparato per anni, con addestramento, intelligence, simulazioni e una pianificazione militare accurata. Non fu un’esplosione improvvisa, ma un’operazione studiata nei minimi dettagli.
2. «L’ospedale Al-Ahli è stato distrutto da un bombardamento israeliano»
Come è nata
La sera del 17 ottobre 2023 Hamas accusò immediatamente Israele dell’esplosione nell’ospedale Al-Ahli di Gaza parlando di centinaia di vittime.
Perché ha avuto successo
L’accusa arrivò nelle prime ore della crisi, quando televisioni e social rilanciarono la versione senza verifiche indipendenti. L’immagine dell’ospedale colpito ebbe un impatto enorme sull’opinione pubblica.
Cosa sappiamo oggi
Le analisi di intelligence statunitensi, britanniche, francesi e canadesi, insieme alle ricostruzioni di numerosi media internazionali, hanno indicato come causa più probabile il fallimento del lancio di un razzo della Jihad islamica palestinese. Anche il numero delle vittime risultò molto inferiore a quello diffuso nelle prime ore.
3. «Israele affama deliberatamente Gaza»
Come è nata
Con il protrarsi della guerra si è diffusa l’accusa secondo cui Israele utilizzerebbe la fame come arma militare.
Perché ha avuto successo
Le immagini della crisi umanitaria sono reali e profondamente drammatiche. In molti casi, però, sono state presentate senza distinguere tra le responsabilità israeliane, quelle di Hamas, i problemi logistici e gli assalti ai convogli umanitari.
Cosa sappiamo oggi
La situazione alimentare rimane gravissima, ma oltre centomila camion con aiuti sono entrati nella Striscia durante il conflitto. Numerosi rapporti hanno documentato il sistematico saccheggio degli aiuti da parte di Hamas e di gruppi armati, oltre alle difficoltà distributive sul terreno.
4. «Israele compie un genocidio»
Come è nata
L’accusa è stata lanciata molto presto da organizzazioni, attivisti e governi ostili a Israele, diventando rapidamente uno slogan globale.
Perché ha avuto successo
La parola “genocidio” possiede una forza emotiva enorme e richiama immediatamente la memoria della Shoah. Per questo ha trovato grande spazio nel dibattito pubblico.
Cosa sappiamo oggi
L’accusa continua a essere oggetto di procedimenti giuridici internazionali, ma allo stato attuale nessun tribunale internazionale ha stabilito che Israele stia commettendo un genocidio. La qualificazione giuridica richiede requisiti molto precisi, in particolare l’intento di distruggere un gruppo in quanto tale, che deve essere dimostrato in sede giudiziaria.
5. «Le immagini diffuse da Gaza mostrano sempre ciò che dichiarano di mostrare»
Come è nata
Fin dai primi giorni della guerra fotografie e filmati hanno invaso i social senza verifiche.
Perché ha avuto successo
La velocità della comunicazione ha premiato l’impatto emotivo rispetto ai controlli.
Cosa sappiamo oggi
Decine di immagini sono risultate provenire dalla Siria, dallo Yemen, da terremoti, incidenti o conflitti precedenti. Molti video autentici sono stati inoltre presentati con contesti completamente diversi.
6. «I civili morti sono tutti vittime dei bombardamenti israeliani»
Come è nata
La distinzione tra civili, combattenti e vittime delle esplosioni provocate da razzi palestinesi caduti all’interno della Striscia è stata spesso cancellata.
Perché ha avuto successo
Le statistiche diffuse dal ministero della Sanità di Gaza sono state frequentemente riprese senza indicare che il ministero dipende da Hamas.
Cosa sappiamo oggi
Diversi studi indipendenti hanno evidenziato limiti metodologici nelle statistiche diffuse durante il conflitto. Numerosi razzi lanciati verso Israele sono inoltre caduti all’interno della Striscia provocando vittime palestinesi.
7. «Il 7 ottobre è stato un atto di resistenza»
Come è nata
Alcuni movimenti politici e organizzazioni hanno presentato il massacro come un’azione militare contro un esercito occupante.
Perché ha avuto successo
La definizione di “resistenza” consente di spostare l’attenzione dagli obiettivi realmente colpiti.
Cosa sappiamo oggi
Le prove raccolte mostrano che gli attacchi hanno preso deliberatamente di mira civili, famiglie, bambini, anziani, partecipanti a un festival musicale e abitanti dei kibbutz, accompagnati da sequestri, torture e violenze sessuali documentate da numerose inchieste internazionali.
8. «Israele avrebbe potuto liberare facilmente gli ostaggi»
Come è nata
Ogni fase delle trattative è stata accompagnata dall’idea che fosse sufficiente una diversa scelta politica israeliana per riportare tutti gli ostaggi a casa.
Perché ha avuto successo
La sofferenza delle famiglie ha alimentato la convinzione che esistesse sempre una soluzione immediata.
Cosa sappiamo oggi
Le trattative hanno mostrato una realtà molto più complessa, fatta di richieste continuamente modificate, informazioni incomplete sugli ostaggi e decisioni strategiche di Hamas utilizzate come leva politica e militare.
9. «Le università occidentali hanno semplicemente difeso la libertà di espressione»
Come è nata
Le occupazioni dei campus sono state spesso raccontate come normali proteste studentesche.
Perché ha avuto successo
La libertà di manifestazione rappresenta uno dei valori fondanti delle democrazie occidentali.
Cosa sappiamo oggi
Molte commissioni d’inchiesta universitarie hanno documentato episodi di intimidazione verso studenti ebrei, slogan che incitavano alla violenza e un clima incompatibile con il normale svolgimento della vita accademica.
10. «La guerra ha cambiato soltanto Israele»
Come è nata
L’attenzione mediatica si è concentrata quasi esclusivamente sul campo di battaglia.
Perché ha avuto successo
Le trasformazioni culturali sono meno visibili delle operazioni militari.
Cosa sappiamo oggi
In mille giorni è cambiato molto più del Medio Oriente. Sono cambiate le comunità ebraiche della diaspora, il dibattito nelle università, il linguaggio della politica, il modo in cui i social influenzano la percezione dei conflitti e il rapporto fra informazione, propaganda e opinione pubblica. Il 7 ottobre ha aperto una fase storica i cui effetti continuano a manifestarsi ben oltre i confini di Israele.

