Un segreto di famiglia e dieci statuette. Tell Me Everything, secondo lungometraggio del regista israeliano Moshe Rosenthal, ha dominato l’edizione 2026 dei premi Ophir, i più importanti riconoscimenti del cinema israeliano, conquistando tra gli altri quelli per il miglior film, la migliore regia e la migliore sceneggiatura.
Il titolo originale ebraico è hatzmaut, «Indipendenza», e la storia ci riporta nell’Israele del 1987. Boaz ha dodici anni e nutre una profonda ammirazione per suo padre. Il suo mondo cambia quando scopre che l’uomo ha una relazione con un altro uomo. È una rivelazione che investe l’intera famiglia, in un’epoca nella quale l’omosessualità era ancora circondata da molti silenzi e pregiudizi e la paura dell’Aids pesava fortemente sulla società. Rosenthal sceglie di osservare tutto attraverso gli occhi di Boaz: la sua incomprensione, la rabbia, lo smarrimento e, insieme, il bisogno di continuare ad amare un padre che improvvisamente gli appare diverso da quello che aveva sempre conosciuto.
La giuria degli Ophir ha premiato praticamente ogni aspetto della produzione. Oltre a film, regia e sceneggiatura, Tell Me Everything ha ottenuto riconoscimenti per fotografia, montaggio, scenografia, costumi, trucco, casting e sonoro. Il bilancio finale è di dieci premi su sedici candidature, un record nella storia della competizione. Il successo agli Ophir arriva dopo un percorso internazionale già importante. Il film era stato presentato a gennaio al Sundance Film Festival e successivamente, in luglio, al Jerusalem Film Festival.
Per Rosenthal si tratta di una conferma. Il regista aveva già conquistato l’attenzione dell’Accademia israeliana del cinema nel 2022 con Karaoke, che aveva ottenuto quattro premi Ophir.La vittoria come miglior film dell’anno apre ora a Tell Me Everything la strada verso Hollywood. Il film rappresenterà Israele nella corsa all’Oscar 2027 per il miglior film internazionale. La cerimonia degli Academy Awards è prevista per il 14 marzo 2027 al Dolby Theatre di Los Angeles.
Per il cinema israeliano sarà un’altra occasione per portare sulla scena internazionale una storia profondamente legata alla società del Paese, questa volta attraverso qualcosa di apparentemente piccolo e privato: un bambino, una famiglia e un segreto capace di cambiare il modo in cui si guarda alle persone che si amano.