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Boicottaggi. No al sistema Rafael per la sicurezza dell’aeroporto di Fiumicino

La giustizia amministrativa annulla l’appalto per il sistema anti-drone della società israeliana. Al centro della decisione la classificazione del radar come equipaggiamento militare, che secondo il tribunale avrebbe richiesto autorizzazioni specifiche

Alessandro Carmi

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Boicottaggi. No al sistema Rafael per la sicurezza dell'aeroporto di Fiumicino

La giustizia amministrativa italiana ha annullato l’appalto assegnato alla società israeliana Rafael Advanced Defense Systems per la fornitura di un sistema anti-drone destinato alla protezione dell’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino. La decisione, destinata ad avere anche risvolti diplomatici, impone il trasferimento del contratto a una società italiana concorrente.

Secondo quanto riferisce il quotidiano Il Messaggero, il Consiglio di Stato ha ribaltato la precedente decisione favorevole al raggruppamento formato dalla società italiana Altintech e dalla israeliana Rafael, stabilendo che l’appalto dovrà essere assegnato alla concorrente italiana ELT Group. La società di gestione dell’aeroporto, Aeroporti di Roma (ADR), avrà sessanta giorni di tempo per sostituire il sistema.

Al centro della vicenda vi è la natura del radar utilizzato per individuare e neutralizzare i droni. Una relazione tecnica predisposta dagli esperti del ministero della Difesa italiano ha concluso che il dispositivo non può essere considerato un semplice apparato civile, bensì un equipaggiamento militare. La valutazione si basa su diversi elementi tecnici, tra cui le caratteristiche elettriche del sistema, le temperature operative, le frequenze utilizzate, la normativa sul controllo dei materiali militari e l’iscrizione dell’apparato nel registro nazionale italiano degli armamenti.

Secondo il tribunale, proprio questa classificazione avrebbe imposto specifiche autorizzazioni all’importazione e all’impiego del sistema, autorizzazioni che, secondo la sentenza, non sarebbero state ottenute nelle forme previste dalla legge. La decisione va oltre il semplice annullamento dell’appalto. I giudici hanno infatti disposto la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica di Roma affinché valuti l’eventuale esistenza di responsabilità penali nella gestione della procedura.

Aeroporti di Roma respinge però ogni contestazione. Nei documenti depositati durante il procedimento, la società sostiene che il radar israeliano rientra nella categoria dei prodotti a duplice uso, impiegabili sia in ambito civile sia militare, e ricorda che sistemi analoghi sono già utilizzati per la protezione di altri aeroporti europei, oltre che di grandi eventi e infrastrutture sensibili.

In una nota diffusa dopo la sentenza, ADR ha dichiarato di aver operato “con la massima trasparenza durante tutte le fasi della gara e sotto la costante supervisione delle autorità aeronautiche”. La società ha aggiunto che darà piena esecuzione alla decisione del Consiglio di Stato, garantendo che la sicurezza dell’aeroporto e la protezione contro i droni non subiranno alcuna interruzione.

La vicenda arriva in un momento di particolare sensibilità nei rapporti tra Italia e Israele e potrebbe alimentare nuove discussioni sulla presenza di tecnologie israeliane nei programmi di sicurezza europei. Pur essendo fondata su motivazioni tecniche e amministrative, la sentenza è destinata ad avere inevitabili riflessi anche sul piano politico e diplomatico.