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Turchia accusata di interferenze contro i ministri della Difesa europei in volo verso Cipro

Nicosia denuncia disturbi radio e la presenza di caccia turchi attorno agli aerei di Grecia, Francia e Paesi Bassi. Ankara respinge ogni accusa e parla di una strumentalizzazione politica

Alessandro Carmi

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Turchia accusata di interferenze contro i ministri della Difesa europei in volo verso Cipro

Un episodio che rischia di aggravare ulteriormente le tensioni nel Mediterraneo orientale si è consumato nei cieli di Cipro alla vigilia di una riunione dei ministri della Difesa dell’Unione Europea. Il governo cipriota accusa infatti la Turchia di avere interferito con il volo di tre ministri europei e di avere creato una situazione potenzialmente pericolosa proprio mentre l’isola si preparava a ospitare un importante incontro dedicato alla sicurezza del continente.

Secondo le autorità di Nicosia, gli aerei che trasportavano il ministro della Difesa greco Nikos Dendias, rappresentanti della Francia e dei Paesi Bassi sarebbero stati oggetto di interferenze durante l’avvicinamento a Cipro. Le autorità cipriote sostengono che i disturbi siano stati provocati da controllori di volo operanti dalla parte settentrionale dell’isola, controllata dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord, entità riconosciuta esclusivamente da Ankara.

La vicenda assume un significato politico ancora più delicato perché si è verificata mentre Cipro, che esercita la presidenza di turno dell’Unione Europea, ospitava una riunione ministeriale dedicata alle questioni della difesa e della sicurezza.

Victor Papadopoulos, direttore dell’ufficio stampa del presidente cipriota, ha annunciato che il governo presenterà proteste formali presso le istituzioni europee e gli organismi competenti dell’aviazione civile internazionale. Secondo la ricostruzione fornita da Nicosia, i ministri della Difesa di Grecia, Francia e Paesi Bassi hanno segnalato anomalie e interferenze nelle comunicazioni durante il volo verso l’isola.
Nel caso dell’aereo che trasportava Nikos Dendias, le autorità cipriote sostengono inoltre che siano stati osservati velivoli militari turchi nell’area. Fonti greche e cipriote citate da Politico riferiscono che due caccia F-16 turchi avrebbero seguito almeno uno degli aerei diretti a Cipro mantenendo una certa distanza, senza tuttavia avvicinarsi in modo pericoloso.

La denuncia arriva in un contesto già caratterizzato da rapporti difficili tra Ankara e Nicosia. L’isola resta divisa dal 1974 tra la Repubblica di Cipro, membro dell’Unione Europea, e la parte settentrionale sotto controllo turco. Le dispute sulle acque territoriali, sulle risorse energetiche del Mediterraneo orientale e sullo status della Repubblica Turca di Cipro del Nord continuano a rappresentare uno dei principali punti di attrito tra la Turchia e diversi Paesi europei.

Ankara ha respinto con fermezza tutte le accuse. Kürşad Hüdaverdioğlu, presidente dell’associazione dei controllori di volo della parte nord dell’isola, ha dichiarato che non si è verificato alcun episodio anomalo. Secondo la sua versione, i caccia F-16 erano impegnati in una missione collegata a una situazione di emergenza e non hanno violato alcuno spazio aereo né interferito con i voli dei ministri europei.
Hüdaverdioğlu ha inoltre sostenuto che le ricostruzioni diffuse da Cipro e da alcuni media occidentali rispondano a motivazioni politiche e forniscano una rappresentazione distorta degli eventi.

Al centro della controversia vi è anche l’aeroporto di Ercan, situato nella parte settentrionale dell’isola nei pressi della località di Tymbou. Le autorità cipriote sostengono che proprio da lì sarebbero partite le comunicazioni che hanno interferito con i voli in arrivo. Lo scalo, utilizzato dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord, non è riconosciuto come aeroporto internazionale dall’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile e rappresenta da anni uno dei simboli della divisione dell’isola.

La tempistica dell’incidente contribuisce ad alimentare ulteriori sospetti. Poche ore dopo gli episodi contestati, Cipro e Francia si preparavano a firmare a Nicosia un nuovo accordo di cooperazione militare destinato a rafforzare la presenza e la collaborazione delle forze armate francesi sull’isola. L’intesa disciplina attività operative, esercitazioni congiunte e forme di cooperazione nel settore della sicurezza.
La leadership della Repubblica Turca di Cipro del Nord aveva già espresso una forte opposizione all’accordo, sostenendo che potrebbe alterare gli equilibri strategici dell’isola e aumentare le tensioni regionali.

Per il momento non sono emerse prove pubbliche che consentano di stabilire con certezza quanto accaduto nei cieli ciprioti. Tuttavia, il fatto che tre ministri della Difesa europei abbiano segnalato problemi durante il viaggio verso una riunione ufficiale dell’Unione Europea garantisce alla vicenda una rilevanza politica destinata probabilmente a superare i confini del Mediterraneo orientale.
In una fase in cui la sicurezza europea è tornata al centro dell’agenda internazionale, anche un episodio apparentemente limitato può trasformarsi rapidamente in un nuovo terreno di confronto tra Bruxelles e Ankara.