L’Irlanda ha scelto di rinunciare a una tecnologia israeliana d’avanguardia per il proprio nuovo aereo governativo, anche a costo di limitarne le prestazioni durante gli atterraggi in condizioni meteorologiche difficili. Secondo quanto riferisce il quotidiano irlandese The Journal, il governo di Dublino ha chiesto che il sistema Falcon Eye, sviluppato dall’azienda israeliana Elbit Systems, fosse eliminato dalla configurazione del nuovo Dassault Falcon 6X, acquistato per circa 53 milioni di euro e consegnato alla fine dello scorso anno. L’aereo viene utilizzato per i viaggi del primo ministro, dei membri del governo e delle più alte autorità dello Stato, oltre che per missioni mediche a lungo raggio.
Il Falcon Eye è un sofisticato sistema di assistenza all’atterraggio che integra telecamere ad alta definizione, sensori e infrarossi per offrire ai piloti una visione del terreno anche quando la pista è quasi invisibile a causa di nebbia, pioggia intensa, oscurità o altre condizioni di scarsa visibilità. Le immagini vengono proiettate direttamente nel cockpit, consentendo all’equipaggio di individuare la pista e completare l’atterraggio in sicurezza in situazioni nelle quali altri velivoli sarebbero costretti a dirigersi verso aeroporti alternativi.
Kevin Phipps, ex pilota dell’aeronautica militare irlandese, ha spiegato che sistemi di questo tipo rappresentano oggi uno standard avanzato dell’aviazione executive e permettono operazioni impossibili con la sola strumentazione tradizionale.Il ministero della Difesa irlandese sostiene invece che la rimozione del Falcon Eye non comprometta le capacità operative dell’aereo e ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli sulla configurazione del velivolo.
Una valutazione contestata dalle fonti consultate da The Journal, secondo le quali la decisione restringe le opzioni disponibili ai piloti durante gli atterraggi in condizioni meteorologiche avverse. Secondo le stesse fonti, il sistema sarebbe stato eliminato esclusivamente perché prodotto da Elbit Systems, uno dei principali gruppi israeliani dell’industria della difesa.
La scelta si inserisce nella linea politica adottata dal governo irlandese dopo l’inizio della guerra a Gaza. Nell’agosto 2024 l’allora ministro della Difesa e degli Esteri Micheál Martin aveva annunciato che Dublino non avrebbe più acquistato equipaggiamenti contenenti componenti israeliani, in risposta alle pressioni politiche interne.
Il principio, tuttavia, presenta eccezioni significative. I quattro nuovi elicotteri Airbus destinati all’aeronautica irlandese continuano infatti a utilizzare il sistema Helionix, sviluppato con la partecipazione di Elbit, mentre gli aerei da pattugliamento marittimo CASA 295 sono equipaggiati con radar di produzione israeliana. Secondo The Journal, la differenza è di natura politica più che tecnica. Nel caso del Falcon Eye sarebbe stato necessario firmare un contratto diretto con Elbit Systems, un’ipotesi giudicata inaccettabile dal governo irlandese. Nei programmi Airbus, invece, la tecnologia israeliana è integrata all’interno di sistemi prodotti da aziende europee, evitando così un rapporto contrattuale diretto con l’azienda israeliana.
L’episodio conferma il deterioramento delle relazioni tra Dublino e Gerusalemme. Negli ultimi mesi l’Irlanda è diventata uno dei governi europei più critici nei confronti di Israele, sostenendo iniziative diplomatiche e legislative osteggiate da Gerusalemme, tra cui il progetto di vietare l’importazione di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani in Giudea e Samaria. Per i critici della decisione, il caso del Falcon Eye dimostra come, in nome del boicottaggio politico, un governo possa rinunciare perfino a una tecnologia capace di aumentare la sicurezza dei propri voli istituzionali.