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BOICOTTA QUESTO. Sedici anni senza mangiare, a Sheba Haïm torna a deglutire

Un intervento eccezionale ha ricostruito il tratto digestivo del diciottenne israeliano, alimentato con una sonda da quando aveva due anni

Shira Navon

Tempo di Lettura: 3 min
BOICOTTA QUESTO. Sedici anni senza mangiare, a Sheba Haïm torna a deglutire
Iimmagine generata con AI

Per sedici anni Haïm Ilfeld ha guardato gli altri mangiare senza poter inghiottire neppure un boccone. Oggi ha 18 anni e, dopo un intervento chirurgico particolarmente complesso eseguito allo Sheba Medical Center di Tel Hashomer, può finalmente bere e alimentarsi per bocca. La prima prova è stata una goccia d’acqua. Poi è arrivato un gelato, il primo alimento solido della sua vita.

La storia di Haïm comincia quando aveva appena due anni. In casa ingerì accidentalmente una piccola quantità di un detergente altamente caustico. Suo padre si accorse immediatamente che qualcosa di terribile era accaduto vedendo uscire della schiuma bianca dalla bocca del bambino. Haïm sopravvisse, però l’ustione chimica distrusse il suo esofago e da quel momento fu costretto ad alimentarsi attraverso una sonda collegata direttamente allo stomaco.

Sedici anni vissuti accanto al cibo senza poterne conoscere davvero il sapore e la consistenza. Haïm ha raccontato quanto fosse difficile soprattutto il venerdì sera, quando vedeva sulla tavola i piatti dello Shabbat e avrebbe voluto assaggiarli. Nel frattempo ha dovuto affrontare anche un tumore, dal quale è guarito.

Con il passare degli anni, però, il problema all’esofago ha assunto una dimensione ancora più pericolosa. L’organo, ostruito da tempo, si era progressivamente dilatato all’interno della gabbia toracica fino a comprimere gravemente la trachea. A quel punto la questione riguardava direttamente la respirazione e il rischio era diventato vitale.

Il dottor Ran Kramer, chirurgo toracico dello Sheba Medical Center, ha spiegato che la trachea risultava schiacciata al punto che una semplice infiammazione delle vie respiratorie avrebbe potuto provocarne l’ostruzione. Kramer fa parte del dipartimento di chirurgia toracica dello Sheba ed è tra gli specialisti che hanno lavorato anche al programma di trapianto polmonare dell’ospedale.

L’équipe ha quindi affrontato un’operazione rara e tecnicamente difficile. I chirurghi hanno rimosso l’esofago ormai inutilizzabile e utilizzato lo stomaco del ragazzo per creare un nuovo condotto, portandolo fino al collo e ristabilendo così una continuità fra la bocca e l’apparato digerente. Una procedura radicale che aveva innanzitutto lo scopo di eliminare la compressione delle vie respiratorie e che, allo stesso tempo, offriva ad Haïm una possibilità fino a quel momento impensabile: tornare a deglutire.

Pochi giorni dopo l’intervento è arrivata la prova. Haïm ha chiesto al medico se potesse bere almeno una goccia d’acqua, soltanto per sentire che cosa significasse. Quando ha bevuto e si è accorto che l’acqua scendeva, ha sorriso incredulo. Una settimana dopo, i medici gli hanno portato una coppa di gelato, definendola la sua «coppa della vittoria».

Per la famiglia era una scena che fino a pochi giorni prima sarebbe sembrata impossibile. Per Haïm, invece, quel gesto elementare ha assunto il valore di una scoperta. Respirare senza difficoltà, bere, sentire il sapore di un alimento sono azioni che quasi tutti compiono senza pensarci. Lui ha dovuto aspettare sedici anni.

La sua storia, intanto, ha avuto un’altra svolta. Impossibilitato a svolgere il servizio militare nelle forme ordinarie, Haïm ha scelto il servizio civile nazionale proprio allo Sheba, nell’istituto di pneumologia, dove oggi assiste pazienti che affrontano malattie e paure che conosce fin troppo bene.

Il ragazzo che per anni è entrato in ospedale come paziente vi torna così indossando un’uniforme e con un progetto ancora più ambizioso. Dopo essere sopravvissuto all’incidente, a un tumore e a sedici anni di alimentazione artificiale, Haïm Ilfeld ha deciso che da grande vuole fare il chirurgo.