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BOICOTTA QUESTO. Israele, un robot contro i calcoli renali

Allo Shaare Zedek di Gerusalemme debutta ILY, sistema francese che consente al chirurgo di manovrare a distanza l’ureteroscopio durante gli interventi

Shira Navon

Tempo di Lettura: 4 min
BOICOTTA QUESTO. Israele, un robot contro i calcoli renali
Iimmagine generata con AI

Per la prima volta in Israele un robot entra in sala operatoria per assistere i medici nel trattamento dei calcoli renali e urinari. Il debutto è avvenuto allo Shaare Zedek Medical Center di Gerusalemme, dove sono stati eseguiti i primi interventi con ILY, un sistema sviluppato in Francia che permette al chirurgo di controllare a distanza l’ureteroscopio flessibile utilizzato per raggiungere il calcolo e frammentarlo con il laser.

La novità riguarda una procedura ormai consolidata in urologia, l’ureteroscopia flessibile, che consente di raggiungere le vie urinarie e l’interno del rene passando attraverso le aperture naturali del corpo, evitando incisioni chirurgiche. Una volta individuato il calcolo, il medico può frantumarlo mediante energia laser e rimuoverne i frammenti quando necessario.

Con ILY cambia soprattutto il modo in cui il chirurgo governa lo strumento. Durante un intervento tradizionale deve impugnare e manovrare personalmente l’ureteroscopio per periodi che possono essere prolungati, mantenendo contemporaneamente la precisione necessaria per muoversi all’interno di strutture anatomiche estremamente delicate. Il sistema robotico prende invece il controllo meccanico dell’ureteroscopio, mentre il medico, seduto davanti a una postazione, ne dirige i movimenti attraverso un controller wireless che ricorda, nell’aspetto e nell’utilizzo, quello di una console per videogiochi.

Dietro un cambiamento apparentemente semplice si trova uno dei problemi meno conosciuti della chirurgia endoscopica. Le procedure lunghe sottopongono infatti gli specialisti a uno sforzo considerevole, soprattutto a carico di mani, polsi, spalle e colonna vertebrale. La robotizzazione consente di ridurre questo carico fisico mantenendo nelle mani del medico il controllo dell’intervento e garantendo movimenti precisi e stabili dell’ureteroscopio durante la navigazione all’interno del rene.

Un secondo vantaggio riguarda l’esposizione alle radiazioni. Durante alcune procedure urologiche viene utilizzata la fluoroscopia, una tecnica radiologica che permette di seguire in tempo reale la posizione degli strumenti. Il paziente viene esposto soltanto per il tempo necessario all’intervento, mentre per un urologo che esegue centinaia di procedure il problema è l’accumulo dell’esposizione professionale nel corso degli anni. Potendo comandare il robot da una certa distanza, il chirurgo può allontanarsi maggiormente dalla sorgente dei raggi X nei momenti in cui viene impiegata la fluoroscopia.

ILY è stato sviluppato dalla società francese Sterlab specificamente per l’ureteroscopia flessibile robot-assistita. Una delle caratteristiche del sistema è la possibilità di inserirlo in una sala operatoria senza trasformarne radicalmente l’organizzazione. Secondo le esperienze cliniche finora pubblicate, la preparazione richiede pochi minuti e il robot utilizza ureteroscopi flessibili compatibili con questo tipo di procedura.

La tecnologia era già stata sperimentata in diversi centri fuori da Israele. Studi clinici condotti con ILY hanno valutato fattibilità, sicurezza ed efficacia della procedura robot-assistita, ottenendo risultati incoraggianti. In alcune casistiche è stata riportata una percentuale superiore al 93 per cento di pazienti liberi da calcoli residui dopo il trattamento, anche se si tratta di dati che dovranno essere confermati su popolazioni più ampie e confrontati con quelli delle tecniche convenzionali.

Il passaggio compiuto dallo Shaare Zedek rappresenta quindi soprattutto l’ingresso in Israele di una tecnologia che potrebbe modificare progressivamente l’organizzazione di una procedura urologica molto diffusa. I calcoli renali interessano una quota significativa della popolazione e presentano inoltre una forte tendenza a recidivare, rendendo il loro trattamento un settore nel quale anche miglioramenti apparentemente marginali possono avere un impatto rilevante.

La robotica chirurgica ha già trasformato numerose specialità, a cominciare dall’urologia, dove viene utilizzata da anni soprattutto negli interventi sulla prostata e sul rene. ILY segue una strada diversa, perché porta l’assistenza robotica dentro una procedura endoscopica relativamente poco invasiva e già eseguita attraverso le vie naturali.

Il chirurgo continua a decidere ogni movimento e a eseguire materialmente il trattamento laser. A cambiare è lo strumento attraverso il quale esercita quel controllo. Allo Shaare Zedek quella distanza, per la prima volta in Israele, è diventata quella fra una console e un piccolo robot accanto al paziente.