Un’applicazione israeliana potrà indicare direttamente a un paziente diabetico come modificare la propria dose di insulina sulla base dei dati raccolti dal sensore per il monitoraggio continuo del glucosio. MODI, sviluppata dalla startup DreaMed Diabetes, ha ottenuto dalla Food and Drug Administration statunitense l’autorizzazione 510(k), un passaggio che apre la strada all’impiego negli Stati Uniti di uno strumento pensato soprattutto per chi continua a somministrarsi l’insulina attraverso le iniezioni.
La decisione della FDA, datata 8 settembre 2026, riguarda gli adulti affetti da diabete di tipo 2 che necessitano di insulina ad azione prolungata, eventualmente associata a quella rapida somministrata in occasione dei pasti o per correggere valori glicemici troppo elevati. MODI è un dispositivo medico software di classe II, utilizzabile a domicilio e disponibile su prescrizione. Il sistema elabora le informazioni provenienti dai dispositivi di monitoraggio continuo del glucosio insieme ai dati relativi alle somministrazioni di insulina e calcola gli aggiustamenti consigliati.
È proprio qui che si trova l’elemento più interessante della tecnologia israeliana. Il controllo della glicemia è diventato sempre più continuo e preciso, mentre la modifica della terapia può ancora dipendere dalla periodicità delle visite mediche. Per milioni di persone significa talvolta trascorrere settimane o mesi con dosaggi che potrebbero richiedere una correzione. MODI prova a ridurre questo intervallo trasformando la grande quantità di dati raccolti quotidianamente in indicazioni utilizzabili dal paziente.
La platea potenziale è enorme. Negli Stati Uniti più di otto milioni di persone utilizzano iniezioni di insulina e, secondo i dati citati da DreaMed, circa l’85 per cento di chi assume insulina ricorre alle iniezioni anziché alle pompe. Gran parte delle tecnologie più sofisticate sviluppate negli ultimi anni si è concentrata sui pazienti con diabete di tipo 1 e sui sistemi automatizzati collegati alle pompe. Il nuovo software punta invece a portare strumenti avanzati di personalizzazione della terapia anche nel vastissimo mondo del diabete di tipo 2.
DreaMed Diabetes nasce nel 2014 dall’esperienza maturata nell’Istituto di endocrinologia e diabetologia dello Schneider Children’s Medical Center israeliano. L’azienda lavora da anni su algoritmi capaci di interpretare i dati glicemici e tradurli in indicazioni terapeutiche. Con MODI compie un passo ulteriore, perché l’algoritmo arriva fino al paziente e può formulare nuove raccomandazioni senza richiedere ogni volta l’approvazione individuale del medico, una volta che il trattamento sia stato prescritto e impostato.
Dietro il nome dell’applicazione c’è anche una storia israeliana molto diversa dalla tecnologia. MODI ricorda Mordechai «Modi» Amir, 67 anni, esperto e appassionato di tecnologia, residente nel kibbutz Kfar Aza e ucciso durante il massacro del 7 ottobre 2023. L’incontro tra la sua famiglia e DreaMed è avvenuto attraverso Next October, il progetto nato per associare startup israeliane alla memoria delle vittime del 7 ottobre.
Con il consenso della famiglia, l’azienda ha dato il suo nome al prodotto e lo ha registrato così anche presso la FDA. È una forma di memoria affidata a qualcosa destinato a vivere, crescere e possibilmente migliorare la vita di milioni di persone. Il nome di Modi Amir, partito da uno dei luoghi più colpiti il 7 ottobre, viaggerà adesso sui telefoni di pazienti che probabilmente non sapranno nulla di Kfar Aza. Dietro quelle quattro lettere, però, resterà la storia dell’uomo a cui sono state dedicate.