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BOICOTTA QUESTO. La pressione? Misuratela senza Israele

Dal Technion arriva un sensore indossabile che potrebbe consentire il monitoraggio continuo senza il tradizionale bracciale. Però – ahi ahi – è israeliano

Shira Navon

Tempo di Lettura: 3 min
BOICOTTA QUESTO. La pressione? Misuratela senza Israele
Iimmagine generata con AI

Boicottare Israele richiede coerenza. Una coerenza piuttosto impegnativa, a dire il vero, perché ogni tanto da quel piccolo Paese che si vorrebbe espellere dalle università, dai festival, dai supermercati e possibilmente dal consorzio umano arriva qualcosa che potrebbe tornarci utile. Stavolta riguarda una faccenda molto prosaica: la pressione arteriosa.

Il 17 settembre Nature Communications ha pubblicato uno studio di un gruppo di ricercatori del Technion – Israel Institute of Technology di Haifa: Gil Gelbert, Ron Moisseev, Yoav Hazan, Tamar Harary, Daniel H. Lange e Amir Rosenthal. Hanno sviluppato un sensore optoacustico miniaturizzato, basato sulla fotonica del silicio, pensato per rendere possibile il monitoraggio continuo della pressione attraverso un dispositivo completamente indossabile.

Il punto è proprio quel “continuo”. Chi soffre di ipertensione conosce bene il rito: sedersi, stare tranquilli, infilare il braccio nel manicotto, aspettare che si gonfi e leggere due numeri. È una fotografia di quel momento. La pressione, invece, cambia durante la giornata, con l’attività fisica, lo stress, il sonno e moltissimi altri fattori. Disporre di uno strumento capace di seguirla nel tempo, mentre una persona vive normalmente, potrebbe offrire informazioni molto più ricche.

Esistono già diversi tentativi di ottenere misurazioni senza bracciale. Il gruppo del Technion ha seguito una strada differente. Il dispositivo utilizza impulsi luminosi per generare onde ultrasoniche all’interno dell’arteria e un minuscolo rilevatore fotonico per seguirne le variazioni di diametro. I ricercatori sono riusciti a misurare i segnali provenienti dall’arteria radiale, quella che passa nel polso, a una frequenza di 100 volte al secondo, ricostruendo le caratteristiche dell’onda pressoria.

C’è poi un problema molto concreto nei dispositivi indossabili: basta spostarli leggermente e la precisione può risentirne. Il sensore israeliano utilizza un solo elemento di rilevazione estremamente piccolo ed è stato progettato per tollerare meglio rotazioni e piccoli cambiamenti di posizione. Nei test descritti su Nature Communications, le misurazioni hanno mostrato concordanza con quelle ottenute attraverso un apparecchio tradizionale a bracciale. Gli stessi autori parlano prudentemente di una tecnologia che mostra il potenziale per il monitoraggio continuo nella vita quotidiana. È dunque ricerca, ancora, e sarebbe sbagliato presentarla come un prodotto pronto domattina sullo scaffale della farmacia.

C’è persino un particolare che gli appassionati del boicottaggio dovrebbero annotare sul loro taccuino: la ricerca ha ricevuto sostegno finanziario dalla Israel Innovation Authority. Insomma, israeliani gli scienziati, israeliana l’università, israeliano anche parte del finanziamento.Ed eccoci alla consueta seccatura.

Perché è facile gridare al boicottaggio quando si tratta di cancellare un professore da un convegno, impedire una conferenza, contestare un artista o togliere una bottiglia di vino da uno scaffale. Diventa un po’ più complicato quando la ricerca israeliana entra nei laboratori di medicina, informatica, ingegneria e biotecnologia e produce conoscenze destinate, se funzioneranno, a circolare ben oltre i confini di Israele.

Quindi prendete nota. Se un giorno un piccolo dispositivo al polso vi consentirà di controllare continuamente la pressione senza stringervi il braccio dentro un manicotto, prima di usarlo informatevi bene. Potrebbe esserci dentro un pezzo di Israele. E allora, mi raccomando: boicottate questo.