Home > Boicotta questo > BOICOTTA QUESTO. Mieloma multiplo, la terapia CAR-T per una possibile guarigione

BOICOTTA QUESTO. Mieloma multiplo, la terapia CAR-T per una possibile guarigione

Una sola infusione e cinque anni senza progressione della malattia per un terzo dei pazienti di uno studio internazionale. In Israele cresce l’interesse per una terapia che sta cambiando l’ematologia

Shira Navon

Tempo di Lettura: 4 min
BOICOTTA QUESTO. Mieloma multiplo, la terapia CAR-T per una possibile guarigione

Una sola infusione, nessuna terapia di mantenimento e, cinque anni dopo, la malattia ancora ferma. È il risultato che sta modificando le prospettive nella cura del mieloma multiplo, un tumore del sangue considerato finora controllabile per periodi anche molto lunghi, ma generalmente incurabile. I nuovi dati sulle terapie CAR-T inducono oggi gli ematologi a prendere in considerazione, almeno per una parte dei pazienti, una possibilità che fino a pochi anni fa appariva remota, quella della guarigione.

Il dato più significativo arriva dallo studio internazionale CARTITUDE-1, pubblicato sul Journal of Clinical Oncology. Su 97 pazienti affetti da mieloma multiplo recidivante o refrattario e già sottoposti a numerose terapie, 32, circa un terzo, erano ancora vivi e senza progressione della malattia almeno cinque anni dopo una singola infusione di ciltacabtagene autoleucel, cilta-cel, senza avere ricevuto nel frattempo trattamenti di mantenimento. Il follow-up mediano dello studio ha superato i cinque anni.

Si tratta di pazienti particolarmente difficili da trattare, che avevano ricevuto in media sei precedenti linee terapeutiche. In un sottogruppo di dodici persone sottoposte a controlli approfonditi, dopo cinque anni gli esami non rilevavano malattia residua minima e anche le indagini per immagini risultavano negative. Gli autori dello studio ritengono che i risultati forniscano la prima indicazione concreta che cilta-cel possa avere, in alcuni pazienti, un potenziale curativo.

Il mieloma multiplo nasce dalle plasmacellule, cellule del sistema immunitario presenti nel midollo osseo e deputate alla produzione degli anticorpi. La loro proliferazione incontrollata può danneggiare le ossa, provocare anemia, aumentare la vulnerabilità alle infezioni e compromettere la funzionalità renale. In Israele vengono diagnosticati ogni anno circa 550 nuovi casi.

La terapia CAR-T interviene modificando geneticamente i linfociti T dello stesso paziente. Le cellule vengono prelevate dal sangue e riprogrammate in laboratorio affinché riconoscano un bersaglio presente sulle cellule tumorali, nel caso di cilta-cel l’antigene BCMA. Dopo essere state moltiplicate vengono reinfuse nel paziente, dove possono individuare e distruggere le cellule del mieloma.

La differenza rispetto a molte terapie tradizionali è sostanziale. Il trattamento viene somministrato una volta sola e, quando la risposta è profonda e duratura, il paziente può trascorrere anni senza assumere altri farmaci contro il mieloma. Proprio questa lunga assenza di progressione ha aperto una discussione che fino a poco tempo fa sarebbe stata considerata prematura.

«I medici sono sempre molto cauti con la parola guarigione», ha spiegato a Mako la dottoressa Miri Zaksher, ematologa del Soroka Medical Center e responsabile dell’area dedicata al mieloma. Osservare pazienti che dopo cinque anni continuano a non avere progressione della malattia e non necessitano di ulteriori trattamenti, secondo Zaksher, consente ormai di cominciare a interrogarsi sulla possibilità di una guarigione per alcuni di loro.

La prudenza resta essenziale. Cinque anni senza progressione rappresentano un risultato straordinario per pazienti pesantemente pretrattati, ma serviranno osservazioni ancora più lunghe per stabilire quanti possano essere considerati definitivamente guariti. La CAR-T richiede inoltre una complessa organizzazione ospedaliera, dalla raccolta e manipolazione delle cellule alla preparazione del paziente e al controllo degli effetti avversi.

Anche in Israele l’accesso a queste terapie è al centro della discussione sanitaria. Per il 2026 il comitato pubblico incaricato dell’ampliamento del paniere sanitario ha esaminato Carvykti, il nome commerciale di cilta-cel, e Abecma, un’altra CAR-T diretta contro BCMA, valutandone l’impiego in diverse fasi del mieloma recidivante o refrattario.

La prospettiva che si apre va quindi oltre l’introduzione di un nuovo farmaco. Per decenni il successo contro il mieloma è stato misurato soprattutto attraverso la capacità di prolungare le remissioni e ritardare le ricadute. Le CAR-T stanno spostando quel confine. La parola guarigione rimane accompagnata da un punto interrogativo, ma per la prima volta è entrata seriamente nella discussione scientifica.




L’ora dei dilettanti