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BOICOTTA QUESTO. Da Gerusalemme una nuova pista per prevenire le malformazioni congenite

Una ricerca israelo-portoghese scopre un meccanismo che potrebbe spiegare perché l’acido folico protegge il feto. Anche questa è la scienza israeliana che qualcuno vorrebbe isolare

Shira Navon

Tempo di Lettura: 3 min
BOICOTTA QUESTO. Da Gerusalemme una nuova pista per prevenire le malformazioni congenite

Un gruppo di scienziati dell’Università Ebraica di Gerusalemme e della NOVA Medical School di Lisbona ha individuato un meccanismo biologico finora sconosciuto che collega l’acido folico allo sviluppo del sistema nervoso dell’embrione. Il lavoro è guidato da Abraham Fainsod e Tamir Edri dell’Università Ebraica insieme a José António Belo e a un’équipe internazionale. I ricercatori lavorano da anni sui meccanismi che regolano le primissime fasi dello sviluppo embrionale e sul ruolo dell’acido retinoico nella formazione del sistema nervoso.

Il problema riguarda i difetti del tubo neurale, le malformazioni che si producono nelle prime settimane di gravidanza quando la struttura embrionale dalla quale nasceranno cervello e midollo spinale non riesce a chiudersi correttamente. Tra le conseguenze più conosciute ci sono la spina bifida e l’anencefalia. Da decenni l’assunzione di acido folico, la vitamina B9, prima del concepimento e nelle prime fasi della gravidanza costituisce uno dei principali strumenti di prevenzione. Rimaneva però una domanda fondamentale. Perché funziona?

La ricerca coordinata tra Gerusalemme e Lisbona indica una possibile risposta. Al centro c’è il gene ALDH1L1, che produce un enzima coinvolto nel metabolismo dei folati. Gli esperimenti condotti su embrioni di Xenopus, un modello largamente utilizzato per studiare lo sviluppo embrionale, mostrano che l’acido folico aumenta l’attività di ALDH1L1 e, attraverso questa via, favorisce la produzione di acido retinoico, una molecola essenziale per regolare crescita, differenziazione e movimento delle cellule durante la formazione del sistema nervoso. Quando i ricercatori hanno disattivato ALDH1L1, l’effetto protettivo dell’acido folico è scomparso.

Il passaggio è importante anche per un’altra ragione. Potrebbe contribuire a spiegare perché l’acido folico riduce fortemente il rischio di difetti del tubo neurale senza riuscire a prevenirli tutti. Se questo circuito biologico presenta alterazioni, ipotizzano gli studiosi, la vitamina potrebbe perdere parte della propria capacità protettiva.

È ancora ricerca sperimentale e conviene dirlo chiaramente. Da questi risultati non derivano nuove prescrizioni per le donne in gravidanza e serviranno ulteriori studi per stabilire quanto il meccanismo osservato nei modelli sperimentali sia determinante nell’uomo. Lo stesso vale per il rapporto con la vitamina A. Gli esperimenti suggeriscono che piccole quantità di retinolo possano rafforzare, in determinate condizioni, l’azione dell’acido folico; un eccesso di vitamina A durante la gravidanza può però essere dannoso e gli autori escludono che il loro lavoro giustifichi modifiche alle raccomandazioni cliniche. La scoperta apre piuttosto una strada. Se il ruolo di ALDH1L1 verrà confermato, si potrà cercare di comprendere quali donne rispondano meno efficacemente alla profilassi con acido folico e, in prospettiva, sviluppare strategie preventive più precise.

Mentre in alcune università europee si discute se interrompere collaborazioni con atenei israeliani, a Gerusalemme un laboratorio lavora con colleghi portoghesi per capire come impedire che un bambino nasca con una grave malformazione. La scienza funziona esattamente così, attraversando frontiere, mettendo insieme competenze, verificando ipotesi e condividendo risultati.

Il boicottaggio accademico percorre la strada opposta. Prima guarda il passaporto, poi decide se vale la pena ascoltare lo scienziato. Dunque boicottate pure Abraham Fainsod e Tamir Edri. Boicottate l’Università Ebraica. Interrompete gli scambi, cancellate gli accordi, fate sentire finalmente incontaminati i vostri campus. Poi, quando da quei laboratori arriverà una scoperta capace di evitare a qualche bambino una vita segnata da una malformazione congenita, ricordatevi almeno di controllare l’etichetta. Potrebbe esserci scritto Israele.




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