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Berlino, la candidata della Linke ha paura dei sostenitori di Hamas

Elif Eralp teme per la propria famiglia e cerca di cancellare un’intervista. Lo scandalo scuote la sinistra tedesca e mette a rischio il governo della capitale

Alessandro Carmi

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Berlino, la candidata della Linke ha paura dei sostenitori di Hamas

Elif Eralp, la donna che aspira a diventare sindaca di Berlino dopo la vittoria elettorale della Linke, ha paura degli estremisti filopalestinesi che gravitano attorno al suo stesso partito. Lo ha ammesso involontariamente, lasciando in un documento inviato allo Spiegel alcune annotazioni riservate nelle quali confessa di temere per la propria incolumità e quella della famiglia. La vicenda, esplosa il 29 ottobre, rischia di compromettere le trattative per il nuovo governo della capitale tedesca.

Tutto nasce da un’intervista nella quale il settimanale chiede alla candidata di pronunciarsi sui rapporti tra esponenti della Linke e ambienti vicini alle organizzazioni terroristiche palestinesi. Al centro delle domande compare Ibrahim Ibrahim, attivista settantenne legato al Fronte popolare per la liberazione della Palestina (FPLP), organizzazione inserita nella lista terroristica dell’Unione europea.

Ibrahim aveva partecipato ai festeggiamenti elettorali della Linke nel quartiere berlinese di Neukölln. In passato aveva celebrato Yahya Sinwar, uno dei principali responsabili del massacro del 7 ottobre 2023, definendolo un eroe martire. Secondo le informazioni raccolte dalla stampa tedesca, dopo le elezioni di settembre si sarebbe inoltre recato a Istanbul per partecipare a un incontro con esponenti vicini a Hamas.

Durante l’intervista Eralp prende le distanze dagli estremisti. Quando però lo Spiegel le chiede esplicitamente se la condanna riguardi anche Ibrahim, la situazione cambia. Nella versione restituita al giornale, quella domanda e la relativa risposta vengono eliminate. Per una clamorosa disattenzione, tuttavia, restano visibili le annotazioni interne della candidata. «Non posso mettere in pericolo me stessa e la mia famiglia», scrive Eralp, spiegando che anche suo marito teme quelle persone. Richiama inoltre una precedente raccomandazione della polizia criminale berlinese a evitare di pronunciare pubblicamente nomi legati alla criminalità organizzata. Stavolta, osserva, si tratta di individui con contatti con Hamas.

Il caso investe un partito che alle elezioni del 20 settembre ha conquistato il 25,7 per cento dei voti, diventando la prima forza politica della capitale. La Linke sta negoziando una coalizione con socialdemocratici e Verdi, ma i suoi rapporti con gli ambienti più radicali della mobilitazione antisraeliana rappresentano da tempo un problema politico. Particolarmente controversa è la posizione di alcuni esponenti della Linke di Neukölln, tra cui Ferat Koçak e Vanessa Emde, fotografati insieme a Ibrahim. La presenza dell’attivista ai festeggiamenti elettorali aveva già suscitato proteste e richieste di chiarimento. Il nuovo scandalo rende assai più difficile liquidare quelle frequentazioni come episodi marginali.

La questione riguarda direttamente la credibilità di chi si candida a governare Berlino, città nella quale l’antisemitismo e le manifestazioni di sostegno alle organizzazioni terroristiche palestinesi costituiscono una preoccupazione crescente per le istituzioni e per la comunità ebraica.

Eralp ha reagito assicurando che nessuno riuscirà a intimidirla e promettendo di contrastare con fermezza criminalità organizzata, violenza e terrorismo. Ha rivendicato anche il diritto di preoccuparsi per la sicurezza dei propri familiari, sottolineando di essere da mesi bersaglio di minacce e aggressioni verbali. Resta tuttavia una contraddizione politica difficile da risolvere. Una candidata che teme le reazioni di ambienti estremisti deve contemporaneamente convincere gli elettori di poterli affrontare con gli strumenti dell’autorità pubblica. E deve spiegare perché alcuni esponenti del suo partito continuino a intrattenere rapporti con figure dalle quali lei stessa ritiene prudente prendere le distanze.

La Linke dovrà decidere se affrontare apertamente questa frattura oppure continuare a considerarla un inconveniente elettorale. Socialdemocratici e Verdi, chiamati a scegliere i propri alleati, difficilmente potranno ignorarla. Per Elif Eralp la strada verso il municipio di Berlino è diventata improvvisamente molto più stretta.