Per quasi quattro anni Babka & Krantz è stata molto più di una semplice pasticceria. In una Berlino che negli ultimi decenni aveva visto rinascere una vivace presenza ebraica, quel locale rappresentava un luogo di incontro, un piccolo laboratorio culturale dove tedeschi, israeliani, ebrei provenienti dall’ex Unione Sovietica e semplici curiosi si ritrovavano attorno a una fetta di babka o a un dolce della tradizione ashkenazita. Oggi le serrande sono abbassate e i proprietari hanno deciso di lasciare un’attività che era diventata uno dei simboli della nuova vita ebraica della capitale tedesca.
La chiusura di Babka & Krantz, annunciata nei giorni scorsi dai proprietari Shahar Elkin e Marcin Liera-Elkin, arriva al termine di una lunga sequenza di difficoltà economiche e pressioni personali che, secondo la loro testimonianza, si sono aggravate drasticamente dopo il massacro compiuto da Hamas in Israele il 7 ottobre 2023.
Nel messaggio di commiato diffuso agli amici e ai clienti, la coppia spiega che il negozio è stato penalizzato per oltre un anno da un grande cantiere che ha praticamente nascosto l’attività alla vista dei passanti e ridotto drasticamente l’afflusso di clienti. Sarebbe tuttavia riduttivo attribuire la chiusura soltanto a problemi commerciali. Elkin e Liera-Elkin raccontano infatti che, dopo il 7 ottobre, “l’odio è arrivato anche a Berlino” e che il locale è stato sottoposto a continui insulti e aggressioni verbali.
La storia della pasticceria racconta molto della trasformazione vissuta dalla Germania negli ultimi trent’anni. Aperta nel quartiere di Friedenau nel novembre 2022, Babka & Krantz aveva rapidamente conquistato una clientela fedele e variegata. Il successo aveva spinto i proprietari ad aprire una seconda sede nel dicembre 2024 in un luogo dal fortissimo valore simbolico, accanto alla Casa della Conferenza di Wannsee, la villa dove nel gennaio 1942 i dirigenti nazisti coordinarono quella che sarebbe diventata la “soluzione finale” contro gli ebrei europei.
Anche quella sede ha però chiuso i battenti. In una dichiarazione pubblicata lo scorso marzo, la direzione della Casa di Wannsee aveva espresso solidarietà ai proprietari della pasticceria, affermando di comprendere pienamente la decisione di interrompere la collaborazione alla luce delle difficoltà e degli abusi ai quali erano stati esposti dirigenti e dipendenti.
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio che da oltre due anni preoccupa profondamente la comunità ebraica tedesca. Secondo i dati raccolti dalle organizzazioni che monitorano l’antisemitismo in Germania, dopo il 7 ottobre gli episodi di ostilità contro gli ebrei hanno registrato un’impennata senza precedenti. Aggressioni, minacce, scritte, boicottaggi e intimidazioni sono diventati parte della quotidianità di molte istituzioni ebraiche.
La chiusura di Babka & Krantz si aggiunge a una lista crescente di attività che hanno denunciato conseguenze simili. A Berlino, pochi mesi fa, ha cessato l’attività anche Kanaan, un noto ristorante gestito insieme da un imprenditore israeliano e da uno palestinese. In Portogallo un ristorante israeliano ha attribuito la propria chiusura alle continue molestie ricevute, mentre negli Stati Uniti altre attività legate alla cultura israeliana hanno raccontato esperienze analoghe.
Il caso berlinese colpisce particolarmente perché riguarda un’attività che aveva fatto del dialogo il proprio marchio distintivo. I proprietari organizzavano iniziative culturali, proponevano menù dedicati alle festività ebraiche e invitavano rabbini a discutere con i visitatori interessati a conoscere tradizioni spesso poco note al pubblico tedesco. “I nostri vicini hanno visto che persone diverse possono sedersi allo stesso tavolo e parlare tra loro”, hanno scritto nel loro messaggio d’addio.
Shahar Elkin era arrivato a Berlino da Haifa nel 2012 e nel 2019 era diventato il primo maestro pasticcere ebreo ammesso alla Corporazione dei Panettieri di Berlino. Marcin Liera-Elkin, nato a Poznań in Polonia e cresciuto nella capitale tedesca, aveva condiviso con lui il progetto di creare un ponte culturale attraverso il cibo.
Nel novembre scorso, parlando con il quotidiano Berliner Morgenpost, Liera-Elkin aveva già lasciato intendere che la situazione stava diventando insostenibile. Raccontò che il loro veicolo era stato vandalizzato, che la famiglia aveva ricevuto lettere e telefonate piene di odio e che, per ragioni di sicurezza, avevano persino mandato temporaneamente la figlia lontano da casa.
“Vogliamo soltanto offrire prodotti di qualità”, spiegava allora. “Invece siamo continuamente travolti da problemi e questioni politiche che ci lasciano disperati.”
La chiusura di Babka & Krantz rappresenta una perdita economica modesta per una metropoli di quasi quattro milioni di abitanti. Il suo significato simbolico è molto più grande. Quando una pasticceria ebraica smette di sentirsi al sicuro nella città che più di ogni altra porta il peso della memoria della Shoah, la domanda che rimane sospesa riguarda il futuro stesso della rinascita ebraica tedesca. E la risposta, almeno per ora, appare meno rassicurante di quanto molti avrebbero immaginato soltanto pochi anni fa.