Sassate contro la finestra di una sinagoga di Bruxelles, a pochi giorni dall’anniversario della Notte dei cristalli, hanno riacceso l’allarme per la sicurezza delle comunità ebraiche belghe. L’episodio è avvenuto ad Anderlecht, un quartiere della capitale che ospita una comunità ebraica ortodossa. La polizia ha aperto un’indagine per identificare i responsabili e chiarire le circostanze dell’accaduto.
A denunciare pubblicamente l’episodio è stato il rabbino Menachem Margolin, presidente della European Jewish Association, organizzazione con sede a Bruxelles impegnata nella tutela delle comunità ebraiche europee. «Bruxelles è la capitale d’Europa. I suoi ebrei dovrebbero poter pregare qui senza dover contare le finestre infrante», ha scritto su X, chiedendo che gli autori vengano individuati.
Anche l’associazione ha diffuso una dichiarazione di solidarietà alla congregazione colpita, sollecitando le autorità belghe ad accertare quanto accaduto e ricordando che ogni cittadino deve poter entrare in un luogo di culto senza paura.
L’aggressione assume un significato particolarmente inquietante per la sua vicinanza al 9 novembre, anniversario del pogrom nazista del 1938, quando in Germania e in Austria centinaia di sinagoghe furono incendiate, migliaia di attività commerciali ebraiche devastate e circa trentamila uomini ebrei arrestati e deportati nei campi di concentramento.
Il nome con cui quella persecuzione è passata alla storia, Kristallnacht, la Notte dei cristalli, deriva proprio dalle vetrine e dalle finestre infrante che ricoprivano le strade delle città tedesche. La coincidenza temporale rende inevitabile il richiamo storico, sebbene al momento gli investigatori non abbiano comunicato elementi sufficienti per stabilire le motivazioni dell’episodio di Anderlecht.
Il Belgio attraversa da tempo una fase difficile sul fronte dell’antisemitismo. Secondo i dati riportati da Jewish Breaking News, gli episodi registrati nel Paese sono passati dai 121 del 2023 ai 277 del 2024, per poi diminuire a 192 nel 2025. Una flessione significativa rispetto al picco dell’anno precedente, che lascia comunque il numero delle segnalazioni nettamente superiore a quello precedente all’esplosione della guerra seguita al massacro del 7 ottobre.
Il problema si inserisce in un contesto demografico delicato. La popolazione ebraica belga, che nel 1980 contava circa 41.000 persone, era scesa a 28.900 nel 2022. Una contrazione di circa il trenta per cento nell’arco di quattro decenni, sulla quale incidono fattori diversi e che precede largamente l’attuale ondata di antisemitismo.
Bruxelles, sede delle principali istituzioni dell’Unione europea, si trova così davanti a una questione che riguarda anche la credibilità degli impegni assunti dall’Europa nella lotta contro l’odio antiebraico. La protezione delle sinagoghe e delle scuole ebraiche è da anni una necessità concreta in numerose città del continente, dove le misure di sicurezza accompagnano ormai abitualmente la vita religiosa e comunitaria.
Per la congregazione di Anderlecht, intanto, resta una finestra distrutta e l’attesa di conoscere l’identità degli aggressori. L’indagine dovrà stabilire se si sia trattato di un atto antisemita e individuare le eventuali responsabilità.
A pochi giorni dalla commemorazione del novembre 1938, l’episodio ricorda quanto la sicurezza degli ebrei europei continui a richiedere attenzione, vigilanza e risposte efficaci da parte delle autorità pubbliche.

