Un’irruzione con una bandiera palestinese nel cuore di una serata dedicata alla memoria delle vittime dell’11 settembre. È accaduto venerdì allo Yankee Stadium di New York, durante la partita tra Yankees e Mets, le due squadre cittadine della Major League Baseball, nel giorno del venticinquesimo anniversario degli attentati di Al-Qaeda contro gli Stati Uniti.
Alle 21.11, durante il settimo inning, un uomo con una bandiera palestinese ha fatto irruzione sul terreno di gioco correndo nell’outfield. Gli uomini della sicurezza lo hanno raggiunto e placcato nel giro di pochi secondi, per poi accompagnarlo fuori dal campo. La reazione degli spettatori è stata immediata. Dagli spalti si sono levati fischi e cori di «USA, USA», mentre contro l’uomo sono state lanciate anche alcune lattine di birra.
L’invasore indossava una maglia con la scritta «No Kings», slogan utilizzato negli Stati Uniti nelle proteste contro Donald Trump. La sua incursione ha interrotto la partita in un momento particolarmente delicato: il lanciatore degli Yankees Brent Headrick si preparava ad affrontare Francisco Lindor dei Mets nella parte alta del settimo inning, con le basi piene, due eliminati e il punteggio sul 5-2 per gli Yankees. La partita, ripresa subito dopo l’allontanamento dell’uomo, si è conclusa con la vittoria degli Yankees per 6-4.
Ma il significato particolare della serata era legato soprattutto alla ricorrenza dell’11 settembre. Prima dell’inizio dell’incontro si era svolta una cerimonia commemorativa alla quale avevano partecipato anche alcuni componenti della squadra degli Yankees del 2001. Il cantante country Lee Greenwood aveva poi eseguito God Bless the USA.
Il momento più intenso della commemorazione era arrivato con il lancio inaugurale, affidato a Brielle Saracini e al marito Sean McGuire. Entrambi hanno perso il padre negli attentati dell’11 settembre 2001. Brielle aveva appena dieci anni quando suo padre Victor Saracini, comandante del volo United Airlines 175, morì nell’attentato. L’aereo, dirottato dai terroristi di Al-Qaeda, si schiantò contro la Torre Sud del World Trade Center.
Poco tempo dopo, incoraggiata da un’amica, la bambina scrisse una lettera a Derek Jeter, allora capitano degli Yankees. I due si incontrarono successivamente proprio allo Yankee Stadium e da quell’incontro nacque un rapporto destinato a durare negli anni. Venticinque anni dopo, Jeter era nuovamente lì, sul monte di lancio, mentre Brielle effettuava il primo lancio della partita.
«Ricordo che parlammo di qualsiasi cosa», ha raccontato Saracini ricordando quel primo incontro. «Quel giorno riuscisti a farmi sentire normale, e allora era molto difficile riuscirci. Ricordo semplicemente di essermi sentita di nuovo una bambina».
Accanto a lei venerdì c’era il marito Sean McGuire, che per l’occasione indossava la maglia dei Mets. Anche McGuire perse il padre l’11 settembre. I due si sono conosciuti proprio in un campo estivo organizzato per bambini che avevano perso un genitore negli attentati e si sono sposati nel 2017. Era soltanto la seconda volta che Yankees e Mets si affrontavano l’11 settembre. Era già accaduto nel 2021, in occasione del ventesimo anniversario degli attentati, quando gli Yankees si imposero 8-7 al Citi Field.
Venerdì, venticinque anni dopo l’attacco che cambiò New York e gli Stati Uniti, lo Yankee Stadium era tornato a ricordare i suoi morti. Per qualche minuto, però, quella commemorazione è stata interrotta dall’immagine di un uomo che correva sul prato sventolando una bandiera palestinese. La risposta dello stadio è arrivata dagli spalti: «USA, USA».