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UNRWA, richiesta di un’indagine penale sull’ex capo Philippe Lazzarini dopo le accuse sui legami con Hamas

UN Watch chiede all’Onu di revocare l’immunità dell’ex commissario generale mentre un’inchiesta federale americana coinvolge oltre cento dipendenti dell’agenzia

Shira Navon

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UNRWA, richiesta di un'indagine penale sull'ex capo Philippe Lazzarini dopo le accuse sui legami con Hamas

Philippe Lazzarini ha lasciato la guida dell’UNRWA nel momento più difficile della storia dell’agenzia delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi. Proprio nelle ore della conclusione del suo mandato, l’organizzazione non governativa UN Watch ha chiesto al segretario generale dell’Onu António Guterres di revocargli l’immunità funzionale affinché le autorità giudiziarie nazionali possano valutare l’apertura di un’indagine per presunta complicità in terrorismo, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. La richiesta arriva mentre un’indagine dell’Office of Inspector General dell’USAID ha portato all’identificazione di oltre cento dipendenti dell’UNRWA accusati di aver partecipato all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 oppure di appartenere alle Brigate al-Qassam, il braccio armato dell’organizzazione terroristica.

Il dossier presentato da UN Watch richiama l’articolo 20 della Convenzione sui privilegi e le immunità delle Nazioni Unite, secondo cui l’immunità dei funzionari internazionali tutela gli interessi dell’Organizzazione e non costituisce un beneficio personale. Per questo motivo, sostiene il direttore esecutivo Hillel Neuer, qualora l’immunità ostacolasse l’accertamento della verità senza arrecare danno alle Nazioni Unite, il segretario generale avrebbe il diritto e anche il dovere di revocarla.

Al centro dell’accusa figura la presunta incapacità, o secondo i promotori dell’iniziativa la volontà, di affrontare in modo efficace l’infiltrazione di Hamas all’interno dell’UNRWA. UN Watch sostiene di avere trasmesso per anni documentazione relativa a insegnanti, dirigenti scolastici, rappresentanti sindacali e altri dipendenti dell’agenzia legati al movimento islamista, oltre ad aver segnalato contatti fra dirigenti dell’UNRWA ed esponenti di Hamas. Secondo Neuer, Lazzarini non potrebbe sostenere di non essere stato informato, perché gli avvertimenti sarebbero stati ripetuti e corredati da elementi di prova.

A rendere ancora più delicata la vicenda sono i risultati dell’inchiesta federale americana. Lo scorso giugno l’Office of Inspector General dell’USAID, organismo investigativo indipendente rispetto all’agenzia governativa statunitense, ha deferito 101 dipendenti ed ex dipendenti dell’UNRWA per l’avvio delle procedure di sospensione o esclusione dai programmi finanziati dagli Stati Uniti. Tra le persone coinvolte figurano presidi, insegnanti, personale sanitario, addetti alla sicurezza e consulenti psicosociali che, secondo gli investigatori, avrebbero ricoperto contemporaneamente incarichi operativi nelle Brigate al-Qassam. Il rapporto descrive casi specifici, fra cui dirigenti scolastici indicati come comandanti di battaglione di Hamas e un insegnante che avrebbe ricevuto l’ordine di trasportare missili anticarro durante il massacro del 7 ottobre.

L’indagine ha già prodotto un primo risultato concreto con l’esclusione definitiva da ogni programma finanziato dagli Stati Uniti di Hafez Mousa Mohammed Mousa, identificato come dirigente scolastico dell’UNRWA e contemporaneamente militante di Hamas. Si tratta del primo caso conosciuto di interdizione decisa da Washington nei confronti di un terrorista affiliato a un’agenzia umanitaria delle Nazioni Unite. Secondo le autorità americane, l’inchiesta prosegue e potrebbe portare a ulteriori deferimenti e perfino a segnalazioni penali al dipartimento della Giustizia.

Pochi giorni dopo la pubblicazione delle conclusioni dell’ispettorato americano, l’UNRWA ha annunciato il licenziamento di 70 dipendenti nella Striscia di Gaza, una decisione che, secondo funzionari statunitensi citati da diversi organi di stampa, sarebbe stata accelerata proprio dall’attività investigativa in corso.

L’UNRWA continua a sostenere di svolgere un ruolo umanitario indispensabile per milioni di rifugiati palestinesi e ha più volte respinto le accuse di complicità con Hamas, affermando di adottare procedure di controllo interno e di intervenire quando emergono prove concrete. La domanda aperta, tuttavia, riguarda le eventuali responsabilità dei vertici dell’agenzia. Se António Guterres decidesse di mantenere l’immunità di Lazzarini, la richiesta di UN Watch rimarrebbe senza conseguenze immediate; una decisione opposta aprirebbe invece uno scenario del tutto inedito nella storia delle Nazioni Unite, trasformando una controversia politica in una vicenda giudiziaria destinata ad avere ripercussioni ben oltre il futuro dell’UNRWA.