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Gaza, Hamas uccide il dissenso e Israele colpisce la rete militare e finanziaria terrorista

Le manifestazioni anti-Hamas del 26 giugno vengono represse con arresti e intimidazioni. Intanto Israele intensifica le operazioni contro comandanti, infrastrutture e canali di finanziamento dell’organizzazione terroristica

Costantino Pistilli

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Gaza, Hamas uccide il dissenso e Israele colpisce la rete militare e finanziaria terrorista

A Gaza, Hamas continua a reprimere il dissenso interno mentre Israele prosegue la campagna di eliminazione dei quadri dell’organizzazione terroristica. Le proteste anti-Hamas convocate per il 26 giugno, presentate dagli organizzatori come la più ampia mobilitazione popolare dall’inizio del cessate il fuoco del 10 ottobre 2025, sono state soffocate da una capillare attività di intimidazione. Nelle settimane precedenti, affiliati ad Hamas hanno fermato, interrogato e arrestato decine di persone sospettate di voler partecipare alle manifestazioni.

Alcuni sono stati trattenuti persino negli ospedali della Striscia. La propaganda dell’organizzazione terroristica ha bollato i promotori come “agenti di Israele”, mentre il giorno della protesta uomini armati hanno presidiato i punti di ritrovo e le principali vie di accesso. Solo alcune centinaia di persone sono riuscite a manifestare tra Gaza City e Khan Younis.

Intanto Israele ha intensificato gli attacchi contro la struttura militare e finanziaria dell’organizzazione terroristica. Il 21 giugno, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno annunciato l’eliminazione di Hussin Qadara e Muhammad Farra, indicati come responsabili di una rete di trasferimenti finanziari che avrebbe convogliato oltre 500 milioni di shekel nelle casse di Hamas, fondi destinati anche al pagamento degli stipendi dei miliziani. Il 27 giugno, in un’operazione condotta con lo Shin Bet, è stato ucciso Walid Haniyeh, nipote dell’ex leader Ismail Haniyeh e vicecomandante di una compagnia della forza d’élite Nukhba. Secondo le IDF aveva partecipato direttamente all’attacco del 7 ottobre 2023, coordinato il sequestro di ostaggi e curato il reclutamento e l’addestramento di nuovi combattenti.

L’offensiva israeliana ha colpito anche le capacità di ricostruzione militare dell’organizzazione terroristica. Il 24 giugno l’aeronautica israeliana ha distrutto quattro postazioni di lancio missilistico già predisposte per l’impiego operativo. Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco Hamas non è riuscito a lanciare razzi contro Israele, mentre le IDF hanno continuato a colpire depositi di armi, infrastrutture, tunnel e siti operativi.

Tra il 10 e il 29 giugno, Israele riferisce di aver condotto diciassette operazioni mirate contro esponenti di Hamas e della Jihad Islamica Palestinese (PIJ). Tra gli obiettivi figurano comandanti di battaglione e di plotone, responsabili della rete dei tunnel, specialisti nella produzione di esplosivi, comandanti di unità di cecchini, membri della Forza Nukhba (l’unità d’élite delle forze speciali di Hamas) coinvolti nell’attacco del 7 ottobre e dirigenti impegnati nella ricostituzione delle capacità operative delle due organizzazioni terroristiche.

Le operazioni hanno interessato anche la rete logistica e finanziaria, con l’obiettivo di rallentare il riarmo e impedire la riorganizzazione delle milizie. La pressione militare israeliana continua a concentrarsi sulla catena di comando, sulle infrastrutture operative e sui canali di finanziamento dell’organizzazione terroristica, mentre Hamas destina una quota crescente delle proprie risorse al controllo della popolazione e alla repressione del dissenso interno. Ovunque. “Dal Fiume al Mare”.