Home > In evidenza > Ucraina, profanato con svastiche il memoriale della Shoah di Samara

Ucraina, profanato con svastiche il memoriale della Shoah di Samara

Il monumento ricorda quasi quattromila vittime, tra cui 360 bambini. Il sindaco offre 50 mila grivnie per identificare i vandali

Rosa Davanzo

Tempo di Lettura: 3 min
Ucraina, profanato con svastiche il memoriale della Shoah di Samara

Svastiche, simboli delle SS, scritte antisemite e vernice sono comparsi sul memoriale della Shoah di Samara, città della regione ucraina di Dnipropetrovsk. Il monumento, dedicato alle migliaia di persone assassinate durante l’occupazione nazista, è stato danneggiato anche nel rivestimento di granito. Le autorità hanno aperto un’indagine e il sindaco Serhiy Reznik ha promesso una ricompensa di 50 mila grivnie, circa mille euro, a chi fornirà informazioni utili per individuare i responsabili.

Il Comune garantirà, se richiesta, la completa riservatezza degli informatori. Reznik ha inoltre annunciato che il memoriale sarà restaurato e ha già presentato una denuncia alle forze dell’ordine. L’episodio risale alla metà di luglio, anche se ha ricevuto attenzione internazionale soltanto negli ultimi giorni.

Il monumento, intitolato “Ricordiamo per il futuro”, commemora quasi quattromila vittime uccise durante l’occupazione nazista della città. Fra loro vi erano 360 bambini. Fu costruito circa quindici anni fa per iniziativa della comunità ebraica di Dnipro e presenta una struttura ispirata alla lettera ebraica tav, l’ultima dell’alfabeto.

La profanazione assume un significato particolarmente grave in Ucraina, dove lo sterminio degli ebrei avvenne spesso lontano dai campi di concentramento. Più di un milione di ebrei furono assassinati nel territorio dell’attuale Ucraina, soprattutto attraverso fucilazioni di massa compiute nei pressi delle città e dei villaggi in cui vivevano. Molte fosse comuni rimasero per decenni prive di indicazioni o vennero ricordate soltanto come luoghi di morte di generici “cittadini sovietici”.

Il sindaco ha definito l’accaduto sconvolgente e ha sottolineato che l’esibizione di simboli nazisti offre anche materiale alla propaganda russa. Mosca presenta infatti da anni l’invasione dell’Ucraina come un’operazione di “denazificazione”, utilizzando ogni episodio di antisemitismo per screditare il Paese e ignorando il ruolo svolto dagli ebrei nella società e nella difesa ucraina.

La strumentalizzazione russa non riduce però la gravità del gesto. Le croci uncinate e le insegne delle SS tracciate su un luogo che ricorda bambini e famiglie sterminati hanno un significato inequivocabile. La guerra può rendere più difficile la protezione dei siti storici, senza trasformare l’antisemitismo in un dettaglio secondario o in un tema da affrontare soltanto in funzione della propaganda nemica.

Negli ultimi anni l’Ucraina ha rafforzato la legislazione contro l’antisemitismo e avviato diversi programmi per recuperare la memoria delle comunità ebraiche cancellate dalla Shoah. Nel 2025 l’UNESCO e l’Unione europea hanno lanciato un progetto biennale da 2,2 milioni di euro per digitalizzare documenti a rischio, formare specialisti e sostenere almeno dieci istituzioni impegnate nella conservazione del patrimonio ebraico.

A Zaporizhzhia, città vicina alla linea del fronte, è stato inoltre avviato il progetto “Voci della memoria”, dedicato alla documentazione e alla tutela della presenza ebraica nell’Ucraina meridionale e orientale. Conferenze, iniziative educative e attività di dialogo interculturale cercano di salvare una memoria minacciata dalla guerra, dalla distruzione e dall’oblio.

La profanazione di Samara mostra quanto questo lavoro resti necessario. Restaurare il monumento sarà relativamente semplice. Più difficile sarà impedire che la svastica torni a essere considerata una provocazione qualsiasi, separata dai nomi, dai volti e dai 360 bambini che quel luogo continua a ricordare.