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Ucraina, nelle scuole Gerusalemme è la capitale di Israele

Il libro di storia più scelto dagli insegnanti ucraini dedica ampio spazio allo Stato ebraico, al sionismo, alle guerre arabo-israeliane e al massacro del 7 ottobre

Paolo Montesi

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Ucraina, nelle scuole Gerusalemme è la capitale di Israele

Gerusalemme è indicata come capitale di Israele, Hamas viene definito un’organizzazione terroristica e il massacro del 7 ottobre trova spazio nella ricostruzione della storia contemporanea del Medio Oriente. Accade in Ucraina, in un manuale di storia mondiale destinato agli studenti dell’11ª classe che, dopo essere stato scelto dagli insegnanti in un concorso nazionale, è stato stampato su finanziamento pubblico in oltre 165 mila copie e distribuito nelle scuole del Paese.

Il volume, curato dallo storico Ihor Shchupak, direttore dell’Istituto ucraino per lo studio dell’Olocausto Tkuma, dedica undici pagine alla storia di Israele e affronta temi che nei libri scolastici europei vengono spesso trattati assai più rapidamente. Si parla della nascita del movimento sionista, della fondazione dello Stato ebraico, della guerra d’Indipendenza del 1948 e dei successivi conflitti arabo-israeliani, fino alla guerra del Kippur e agli avvenimenti più recenti.

Particolarmente significativa è la carta politica collocata alla fine del volume, nella quale Gerusalemme compare come capitale dello Stato di Israele. Una scelta tutt’altro che scontata sul piano internazionale, considerando che lo status della città continua a essere una delle questioni più controverse del conflitto israelo-palestinese e che gran parte della comunità internazionale considera il suo assetto definitivo materia di un futuro accordo tra israeliani e palestinesi.

Il manuale affronta anche il 7 ottobre 2023, attribuendo chiaramente a Hamas la responsabilità dell’attacco contro Israele e delle uccisioni di civili. Nelle pagine dedicate alla guerra successiva vengono ricordati l’impiego delle infrastrutture civili da parte dell’organizzazione terroristica, la rete di tunnel realizzata nella Striscia e il problema dell’utilizzazione della popolazione come scudo umano.

La prospettiva adottata dal libro acquista un significato particolare in un Paese la cui memoria del Novecento è stata profondamente condizionata prima dall’esperienza sovietica e poi, dal febbraio 2022, dall’invasione russa. La storiografia dell’Urss aveva per decenni descritto Israele attraverso le categorie ideologiche della politica estera sovietica, schierata dalla parte araba soprattutto dopo la guerra dei Sei Giorni. Il manuale di Shchupak si allontana decisamente da quell’impostazione.

Un capitolo riguarda inoltre i rapporti tra Ucraina e Israele, stabiliti formalmente il 26 dicembre 1991, pochi mesi dopo l’indipendenza ucraina. Nel volume viene ricordata anche Golda Meir, quarta premier israeliana, nata a Kiev nel 1898, quando la città apparteneva ancora all’Impero russo.
La vicinanza di una parte consistente dell’opinione pubblica ucraina a Israele era emersa con particolare evidenza subito dopo il massacro del 7 ottobre. Un’indagine condotta dal Kyiv International Institute of Sociology tra il 29 novembre e il 9 dicembre 2023 rilevò che il 69 per cento degli intervistati dichiarava di simpatizzare prevalentemente per Israele, mentre soltanto l’1 per cento indicava i palestinesi; il 18 per cento esprimeva la stessa simpatia per entrambe le parti.

Quel dato va letto nel clima di allora, senza trasformarlo automaticamente in una fotografia dell’Ucraina di oggi. Resta però significativo perché mostrava una distanza notevole rispetto agli orientamenti registrati contemporaneamente in diversi Paesi occidentali. Gli stessi ricercatori del KIIS osservavano come molti ucraini riconoscessero nell’attacco subito da Israele qualcosa di comprensibile alla luce della propria esperienza di una guerra combattuta contro un aggressore esterno.

È probabilmente anche dentro questa sensibilità che va collocato il successo del manuale di Shchupak. Il libro è stato scelto dagli insegnanti in numero tale da raggiungere una tiratura superiore a quella degli altri manuali concorrenti per la stessa classe messi insieme.

Nelle scuole di un Paese che combatte per la propria sopravvivenza nazionale, dunque, Israele viene raccontato come uno Stato nato da un movimento di emancipazione nazionale, costretto fin dalla sua fondazione a confrontarsi con guerre e minacce alla propria sicurezza. E sulla carta geografica che gli studenti ucraini trovano alla fine del loro libro di storia, la capitale dello Stato ebraico ha un nome preciso. Gerusalemme.