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Tg3, Nora Bussigny e quel servizio che non convince

Un’intervista attesa, un’inchiesta sull’antisemitismo e una cornice televisiva che sembra parlare soprattutto d’altro

Anna Borioni

Tempo di Lettura: 7 min
Tg3, Nora Bussigny e quel servizio che non convince

Ero così contenta che il Tg3, redazione Rai che si colloca nell’area della sinistra, avesse espresso interesse a intervistare Nora Bussigny in merito al suo libro “I nuovi antisemiti. Inchiesta di un’infiltrata nelle fila dell’ultrasinistra”. Finalmente, ho pensato, c’è un’apertura, magari si avvia un dibattito a sinistra sull’infiltrazione dell’Islam radicale nelle manifestazioni proPal. Così, il 20 settembre a mezzanotte, fiduciosa, lottando contro il sonno incipiente, mi sono messa davanti alla tv per vedere il servizio che sarebbe andato in onda sul Tg3 Mondo. E sento la conduttrice Maria Cuffaro introdurre il servizio che comprende anche l’intervista a Bussigny con queste parole: “Per molti in Israele, ma anche in Europa, criticare il governo israeliano equivale a commettere un crimine di antisemitismo. In questo dibattito si inserisce anche un libro che in Francia ha venduto oltre 30.000 copie. Valentina Tocchi ha sentito l’autrice del libro, Nora Bussigny, e anche la storica Anna Foa. Vediamo e poi ne parleremo in studio”.

“Ma non è questo il dibattito in cui si inserisce il libro di Bussigny!” urla la mia pancia colpendomi con crampo (sapete, c’è l’asse intestino-cervello…). “Quanto sei grulla, non vedi che qui qualcosa non quadra? Questi hanno sbagliato libro!”. Rimango sconcertata, ma non voglio dare ragione al mio apparato digerente che mi sembra un po’ troppo arrogante. Quindi lo zittisco mettendomi in bocca un panino con il salame (che a mezzanotte non è così semplice da mandare giù), mentre spero dentro di me che nel corso del servizio la situazione si chiarisca. Mi metto comoda e ascolto con attenzione Valentina Tocchi che inizia a introdurre l’intervista affermando: “Le scritte: traditori dei soldati caduti. Non si fermano le proteste sotto casa dei genitori dei registi di Naza, premiato allo scorso Festival di Venezia. Per il governo Netanyahu, i due autori, seppur israeliani, sono colpevoli di antisemitismo intollerabile”. Altro crampo “non mi sembra che queste parole chiariscano nulla, anzi, mi chiedo che cosa c’azzecchi Naza con il libro di Bussigny: nulla!”. Ma smettila di essere così maligna e pensa a digerire il panino. Io ancora qualche speranza ce l’ho.

Continua Tocchi: “Ma se in Israele il film, dedicato alle vittime collaterali della guerra a Gaza, ha aperto un aspro dibattito, ad accendere i riflettori sul pericolo crescente di gesti antisemiti sono i casi di cronaca. L’ultimo, quello del rabbino picchiato e insultato a Milano mentre attendeva il bus nella zona di Bande Nere. O libri come quello di Nora Bussigny, giornalista francese di origine marocchina. Al tema dell’antisemitismo in aumento ha dedicato il libro inchiesta “I nuovi antisemiti. Senza rivelare la sua vera identità, per oltre un anno in Francia, la giornalista si è unita ad associazioni e manifestazioni della sinistra Propal, dove secondo Bussigny si anniderebbe un antisemitismo mascherato da antisionismo”. Ah ecco, visto pancia malevola, alla fine ci sono arrivati, anche se sono partiti da lontano stanno parlando proprio del libro di Nora Bussigny.

È giunto il momento in cui parla la giornalista francese che, nelle poche battute che le sono concesse, parla di come, infiltrata sotto copertura nel movimento proPal, abbia assistito insieme a partiti politici e associazioni, a manifestazioni islamiste in cui si inneggiava al 7 ottobre e alla lotta violenta. “Ho visto – sostiene l’autrice – che per sostenere posizioni decisamente antisemite, il cliché più classico è accumulare l’essere ebrei al sionismo”. Quindi fra me e me rimango speranzosa che il servizio entri nel merito dell’inchiesta. Una fiammella si accende quando Valentina Tocchi racconta che nell’edizione italiana “Bussigny cita anche casi avvenuti nel nostro paese, come quello controverso dell’autogrill di Lainate, sempre in Lombardia, dove nel 2025 un turista francese di religione ebraica denunciò di essere stato aggredito davanti al figlio.

Si tratta dell’episodio ripreso in questo video. Tre dei presunti aggressori presentarono poi controdenunce dicendo di essere stati provocati, l’inchiesta della magistratura ancora in corso”. Caso controverso. Italiani provocati che gridano assassini a padre e figlio con la kippà, come si vede nel video. Di tutto il capitolo italiano in cui l’autrice ricostruisce le reti associative riconducibili alla galassia internazionale dei Fratelli Musulmani nel nostro paese, si va giustamente a prendere un episodio che può essere definito “controverso”, gettando un dubbio sulla validità dell’inchiesta condotta da Bussigny.

A questo punto entra in gioco Anna Foa che Tocchi introduce così: “Per la storica e scrittrice Anna Foa che pure non nega i pericoli, la prospettiva del libro finisce però per aderire quasi completamente alle tesi del governo Netanyahu”. A queste parole la pancia mi bombarda di crampi, tanto che mi piego in due dal dolore: “Grulla, grulla, grulla, che ti avevo detto? Ma di quali tesi straparla la signora Foa? Sembra proprio che non sappia nulla del libro, che non espone alcuna tesi, ma è un’inchiesta sul campo che registra fatti, personaggi, comizi, progetti”. Zitta, stupida pancia, gli intimo, non puoi dire queste cose che ci citano per diffamazione, quindi non ti ascolto proprio. Ma sentendo Anna Foa che ha iniziato a parlare, un dubbio tremendo inizia a salire dalla pancia, che continua a bombardarmi di crampi, per insinuarsi nel mio cervello (eh già, è così che funziona l’asse intestino-cervello …). “Non mi piace – sta dicendo Foa – l’ampiezza del modo in cui tutto quello che è di sinistra, tutto quello che è vicino ai palestinesi, è vicino agli arabi, tutto quello che è vicino all’Islam è considerato vicino ai terroristi, vicino a Hamas”.

Signora Foa, neanche a noi piace, il problema è che non si capisce proprio a chi lei attribuisca queste generalizzazioni, chi ne sia la fonte. Non è certamente il libro di Bussigny, che si riferisce esclusivamente a precise organizzazioni islamiste, con nome e cognome, che agiscono in Europa, alcune delle quali sono state classificate come organizzazioni terroristiche dagli Stati Uniti o dall’Unione europea. Ma Anna Foa prosegue imperterrita: “Non possiamo ritenere che tutti coloro che sono di religione islamica siano legati ad Hamas e al terrorismo islamico”. E chi lo dice? E dove? E quando?

“Io faccio molta distinzione tra l’antisionismo e l’antisemitismo. Io vorrei vedere bene quali sono i casi di antisemitismo e distinguere decisamente” afferma convinta di collocarsi dalla parte giusta della storia. Bontà sua poi ammette: “C’è stato un aumento dell’antisemitismo” ma aggiunge “come dicono molte istituzioni ebraiche americane è per la maggior parte legato a quello che sta succedendo in questo momento”. Ah! Ecco, e questo giustificherebbe “Palestina libera dal fiume al mare”, gli attacchi ai cittadini ebrei, dall’Australia agli Usa, passando per l’Europa (ma questi sono atti di antisionismo, mica di antisemitismo, no?). Ma Anna Foa ha la soluzione strategica giusta: “In Israele e Palestina dobbiamo puntare sull’Islam moderato”. Ecco, non ci aveva pensato nessuno.

La mia pancia a questo punto si arrende: “Basta crampi, ho digerito il panino. Dormiamoci su, tanto vedo che ancora non hai capito come vanno le cose e chissà se il sonno ti porterà consiglio”. Spengo il televisore e mi risparmio l’ultima parte del servizio in cui si parla di antisemitismo, islamofobia, antipalestinismo. Non potrei sopportare oltre, anche perché ormai un dubbio terribile mi tormenta. Non sarà che la mia pancia maldicente vuole convincermi che questi giornalisti del Tg3 abbiano fatto solo finta di interessarsi al libro per poterlo denigrare in quanto dimostra, fatti alla mano, che la sinistra ultrà e non solo ultrà è infiltrata dal radicalismo islamico, diventando il cavallo di Troia dell’antisemitismo? Ma no, mi dico, non è possibile, sono dei professionisti seri e io mi sono fatta condizionare da una pancia maldicente. Così mi prendo qualche goccina e mi addormento.